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giovedì 8 settembre 2011

Vi presento: Josephine Angelini

Salve a voi, amici lettori della rete, cosa si dice da quelle parti? Dalle mie, purtroppo, nulla di buono. Scherzo! Il fatto è che vorrei poter chiedere in prestito a qualche super-eroe un po' di super-poteri e allungare la giornata a mio gusto e piacere. Comunque, lasciamo perdere. Come promessovi in occasione della puntata speciale dedicata a Starcrossed, ecco l'intervista che l'autrice Josephine Angelini mi ha gentilmente concesso. Cinque domande perché era subissata di impegni e presentazioni — che meraviglia — alle quali, però, ha risposto a cuore aperto e con la massima naturalezza. Pronti?



1. Hi Josephine, welcome to my blog. How are you? Please, take a set on the carpet that I arranged for our chat. Would you like a slice of lemon cake? Meanwhile, why don't you tell us something about you? Writing has always been your dream?

Hello, Anita!  I’m so happy to be here.  Thank you for rolling out the “red carpet” for me, and yes, I would love a slice of lemon cake.  You are making me feel very welcome. 
In answer to your question, I have always written.  I’ve kept a journal since I was ten years old, but it wasn’t until a few years ago that I got enough confidence to realize that I wanted to be a writer.  I’ve always looked up to authors so much that I never felt like I worthy of being one of them.  It took a lot of encouragement from teachers, friends, and my husband especially, before I was ready to pursue writing as a career.

1. Ciao Josephine, benvenuta nel mio blog. Come stai? Prego, siediti pure sul tappeto che ho sistemato per la nostra chiacchierata. Gradisci una fetta di torta al limone? Nel frattempo, perché non ci racconti qualcosa di te? La scrittura è sempre stata il tuo sogno?

Ciao, Anita! Sono così felice di essere qui. Grazie per aver steso il “tappeto rosso” per me, e sì, gradirei molto una fetta di torta al limone. Mi fai sentire a casa.
In risposta alla tua domanda, io ho sempre scritto. Ho tenuto un diario da quando avevo dieci anni, ma è soltanto negli ultimi anni che ho maturato abbastanza fiducia da realizzare che volevo diventare una scrittrice. Ho sempre guardato agli altri scrittori con tale ammirazione da non sentirmi mai pronta o degna di esserne parte anch'io. Ho avuto bisogno di un sacco di incoraggiamento da parte delle mie insegnanti, dei miei amici, e di mio marito, prima di essere pronta a scrivere per farne una carriera. 

2. What is your relationship with the blank page?

Do you mean, do I ever get the dreaded writer’s block?  *cue scary music*  The answer is… I don’t believe in writer’s block.  I am a big supporter of outlining a story from beginning to end before you try to write it.  This way, you never get stuck thinking, “What happens next” because you already know.
Outlining can take me a long time, and it usually includes a lot of staring blankly at my computer screen, wondering why the heck I ever wanted to be a writer in the first place, because I have no idea how to get one of my characters from Point A to Point B.  But all that hard work of figuring out the plot before I begin “Chapter One” pays off.

2. Qual è la tua relazione con la pagina bianca?

Intendi, ho mai temuto il blocco dello scrittore? *musica spaventosa in sottofondo* La risposta è...non credo al blocco dello scrittore. Sono sempre stata una sostenitrice del principio secondo cui delineare una storia dall'inizio alla fine prima di iniziare a scriverla. In questo modo, non potrai mai rimanere impantanata pensando, “Che succede dopo” perché lo sai già. 
Delineare una storia porta via molto tempo, e solitamente significa restare a fissare lo schermo del computer, chiedendoti perché diavolo ti sei messo in testa di diventare uno scrittore, perché non hai idea di come sviluppare un carattere e portarlo dal Punto A al Punto B. Ma tutto quel duro lavoro di strutturarti l'impalcatura di base prima di iniziare a scrivere “Capitolo Primo”, poi, ricompensa. 

3. When did your adventure with Starcrossed begin?

It started in early 2009.  I had just outlined an entirely different YA trilogy from beginning to end.  I tried to explain my idea to my husband, who is a screenwriter here in Hollywood, but I couldn’t say it in a few sentences because it was way too complex and I kept getting lost.  My husband suggested that I try to write something a little less complicated for my first book. 
I was so upset!  But then, I happened to glance over at my bookcase and I noticed a copy of Romeo and Juliet sitting next to a copy of The Iliad.  I wondered why no one had tried to retell the Trojan War in modern times, focusing on the forbidden love aspect, like in Shakespeare’s Romeo and Juliet.  As soon as I thought that, I just knew that I had to write that story myself.

3. Quando è iniziata la tua avventura con Starcrossed?

È iniziata all'inizio del 2009. Avevo appena finito di elaborare un'intera trilogia YA dall'inizio alla fine. Ho provato a proporla a mio marito, che è uno sceneggiatore qui a Hollywood, ma non potevo riassumerla in poche parole perché era assai complicata e allora ho finito col perdermi completamente. Mio marito mi ha suggerito di provare con un'idea meno articolata per il mio primo romanzo.  
Ero così triste! Ma poi, lo sguardo è caduto sulla mia libreria e ho visto una copia di Romeo e Giulietta accanto all'Iliade. Mi sono chiesta perché non provare a raccontare la Guerra di Troia adattandola ai tempi moderni, focalizzandomi soprattutto sull'aspetto dell'amore proibito, come nel Romeo e Giulietta di Shakespeare. Non appena formulai quel pensiero, sapevo già che sarei stata io a scrivere quella storia. 

4. Why mythology?

I was a classical theater major at NYU’s Tisch School of the Arts, so I had studied all the ancient Greek plays and a lot of Shakespeare.  This material is very familiar to me, and like they say, “Write what you know”. 
On top of that, I’ve always loved the Greek myths.  I am a big fan of fantasy and science fiction, and to me the Greek myths always seemed like the great grandmother of those genres.  I love all the old stories about gods, heroes and monsters.  I think they are so exciting. 

4. Perché la mitologia?

Frequentavo (?) un teatro classico alla NYU's Tisch School of the Arts, perciò ho studiato tutti i ruoli dell'antica Grecia e un sacco di Shakespeare. Questo campo lo sento molto familiare, e come si suol dire, “Scrivi ciò che sai”. 
Oltre a questo, sono sempre stata una patita di miti Greci. Sono appassionata di romanzi fantastici e fantascientifici, e per me i miti Greci corrispondono ai grandi antenati di quei generi. Amo tutte le vecchie storie di dei, eroi e mostri. Trovo che siano così eccitanti! 


5. The most beautiful -- and unexpected -- gift that this book gave to you.

Just knowing that I actually got published is a wonderful gift.  When I first started writing STARCROSSED, I hoped that someday I would see it on bookstore shelves, but I was realistic enough to know that achieving that goal was a long shot.  It takes months to write book, sometimes years, and there is no guarantee that anyone will ever read it.  I feel extremely fortunate.

5. Il più bel — e inaspettato — regalo che il tuo libro ti ha dato.

Solo sapere che sarebbe stato pubblicato è stato per me un dono meraviglioso. Quando ho iniziato a scrivere Starcrossed, speravo che un giorno potessi vederlo negli scaffali delle librerie, ma ero abbastanza realista da sapere che conquistare quella meta sarebbe stato un lungo e faticoso percorso. Ci vogliono mesi per scrivere un libro, a volte anni, e non c'è nessuna garanzia che qualcuno potrà leggerlo. Mi sento molto fortunata. 

6. Thank you, Josephine, for this lovely chat. Come back when you want and...I hope one day we can meet, maybe during your tour's date in Italy. It would be wonderful. See you next time!

Thank you so much for having me!  I had a lovely time. 

6. Grazie, Josephine, per questa meravigliosa chiacchierata. Vieni a trovarci quando vuoi e...spero che un giorno di incontrarti, magari durante una delle tue tappe in Italia. Sarebbe splendido. Alla prossima! 

Grazie mille per avermi ospitata! Sono stata benissimo. 

mercoledì 13 aprile 2011

Vi Presento: Rebecca Johns


Anche questo pomeriggio, cari amici lettori, abbiamo il piacere di trascorrerlo in compagnia di un ospite speciale; una scrittrice che ha fatto conoscere, anche in Italia, il suo profondo interesse per la Storia e, in particolar modo, per le figure piene di fascino e mistero che ne hanno fatto parte. E' con onore che presento a tutti voi Rebecca Johns!



Hi, Rebecca! Welcome to my blog. How are you? It's a pleasure, for us, to have you here. Would you like a cup of tea?

That would be wonderful, thank you.
 
Ciao, Rebecca! Benvenuta nel mio blog. Come stai? E' un piacere, per noi, averti qui. Ti andrebbe una tazza di tè?

Sarebbe fantastico, grazie.

Well, every interview I've done started with this question: who is Rebecca Johns?

I grew up in a small town in Illinois with my mother and father and two younger sisters, in a former farming community that’s now a suburb of Chicago, but I didn’t like small-town life and was eager to move away when I turned eighteen.  These days I’m a mother and a wife, and a teacher of writing.  Although I moved around the United States a great deal after I left home, I now live just a few miles from where I grew up.  I wanted to raise my daughter near my parents and sisters, my nieces and nephews.  Family is very important to me.  My family is especially close, which is probably why I wrote about it so extensively in my first book, Icebergs.

Be', ogni intervista che ho fatto è iniziata con questa domanda: chi è Rebecca Johns?

Sono cresciuta in una piccola città, nell'Illinois, con mia madre e mio padre e due sorelle più giovani, in una comunità agricola che ora è un sobborgo di Chicago, ma a me non piaceva la vita da "piccola città" e, una volta compiuti i diciotto anni, ero impaziente di allontanarmi. Oggi sono una madre e una moglie, e un'insegnante di scrittura creativa. Anche se mi sono trasferita in giro per gli Stati Uniti dopo essermene andata da casa, ora vivo a pochi chilometri da dove sono cresciuta. Ho voluto crescere mia figlia vicino ai miei genitori, le mie sorelle e i miei nipoti. La famiglia è molto importante per me. La mia famiglia, poi, è particolarmente unita, motivo per cui ho scritto ampiamente su di essa nel mio primo libro, Iceberg.

What were your favorite subjects at school? Maybe... history?

Yes, history.  And literature and writing.  In college I studied to be a journalist, but I’m too shy to make a good reporter.  I’m not good at asking questions of people when I know they don’t want to speak to me, and a reporter, I’m afraid, must not take no for an answer.  Fiction is simpler—you just make it up.

Quali erano le tue materie preferite a scuola? Forse ... storia?

Sì, la storia. E la letteratura e la scrittura. Al college ho studiato per essere un giornalista, ma sono troppo timida per essere una buona reporter. Io non sono brava a fare domande alla gente quando so che non vuole parlare con me, e un giornalista, purtroppo, non può accettare un "no" come risposta. La fiction è più semplice. 

 Tell us about your relationship with books. When it started? 

I was always an avid reader as a child.  I loved the Little House on the Prairie books, probably because they were about the American Midwest.  I understood them.  And Shakespeare, especially Romeo and Juliet.  And fantasy novels, and romances.  I would read a book 30, 40 times if I loved it, until I wore out my love for it, even just a little.

Parlaci del tuo rapporto con i libri. Quando è cominciato?

Sono sempre stata un'appassionata lettrice da bambina. Ho amato i libri de La Casa nella Prateria, probabilmente perché parlavano del Midwest americano. Li ho capiti. E Shakespeare, in particolare Romeo e Giulietta. E i romanzi fantasy, e i romance. Quando amo così tanto un libro, vorrei leggerlo 30, 40 volte, fino a quando non avrò consumato il mio amore per esso, anche solo un po'.

 Do you like libraries? I think they are very seductive, with all that silence. There is the perfect atmosphere to read in peace, surrounded by books.

Absolutely.  I worked in the library when I was in high school and always enjoyed seeing what people were reading.  The first real conversation I had with my husband was at the library—we talked for hours when I was supposed to be working.  We’re both readers and writers.  Now I bring my daughter.

Ti piacciono le biblioteche? Penso che siano molto seducenti, con tutto quel silenzio. C'è l'atmosfera giusta per leggere in pace, circondati da libri.

Assolutamente sì. Ho lavorato in biblioteca quando ero al liceo e mi è sempre piaciuto vedere quello che le persone erano intente a leggere. La prima vera conversazione che ho avuto con mio marito è stata in biblioteca, abbiamo parlato per ore, anche se avrei dovuto lavorare. Siamo entrambi lettori e scrittori. Ora ci  devo portare mia figlia.

 Love for writing. When, where, why?

Like many writers, I started writing when I started reading.  My first attempts at stories were poor imitations of the books I loved.  I tried my hand at Little House on the Prairie imitations when I was as young as nine, and by the time I was thirteen I was writing complete short novels in notebooks—fantasy, science fiction, attempts at gritty realism that fell far short of my own expectations.  I wanted so much to be as talented as the writers I loved.  Of course now I know that emulating the great writers is the best way to learn, but at the time I felt like a failure.

L'amore per la scrittura. Quando, dove, perché?

Come molti altri scrittori, ho iniziato a scrivere quando ho iniziato a leggere. I miei primi tentativi furono povere imitazioni dei libri che amavo. Ho cercato di scrivere qualcosa sullo stile de La Casa nella Prateria, avevo circa nove anni, e poi quando arrivai ai tredici anni, scrissi racconti completi in dei quaderni -- fantasy, fantascienza, tentativi di crudo realismo che scesero molto al di sotto delle mie aspettative. Volevo così tanto possedere lo stesso talento degli scrittori che amavo. Naturalmente, adesso so che imitare i grandi scrittori è il miglior modo per cominciare a praticare l'arte del mestiere, ma all'epoca mi sentivo un totale fallimento.

Can you describe to us what happens when you feel that a new story to write is coming?

I usually feel distracted and cluttered—like I have a room full of papers that needs clearing out.  Only by telling the story can I get some space to breathe again.

Puoi descriverci cosa succede quando senti che una nuova storia da scrivere è in arrivo? 

Di solito mi sento distratta e disordinata, come se avessi una stanza piena di carte che necessiti di essere sgomberata. Solo raccontando la storia posso avere un pò di spazio per respirare di nuovo.

 What is the blank page for you?

A wonderful new opportunity. Every time I think I may get closer to getting what is in my head on the page.  It never turns out exactly the way I want, but every time I get closer.

Cos'è la pagina bianca, per te?

Una nuova, meravigliosa opportunità. Ogni volta penso di poter avvicinarmi a ottenere ciò che è nella mia testa sulla pagina. Non è mai come io vorrei, ma ogni volta ci vado vicino.

 Now, is time to talk about your novel, The Countess. When did you decide to write about Erzsébet Bathory?

After Icebergs I foundered a bit.  I wasn’t at all sure what I should do next.  But I had long been interested in stories of women and violence.  There often seems to be this assumption in our culture that women are incapable of violence, even though we know it’s not true.  And I love first-person stories with unreliable narrators—one of my favorite books is Lolita, and though I know I’m not anywhere in the same league as Nabokov, I always wanted to try my hand at such a kind of narrator.  It was my agent who ultimately encouraged me to try it, and I’m pleased to say he was right, as usual.

Ora, è tempo di parlare del tuo romanzo, La Contessa Nera. Quando hai deciso di scrivere di Erzsébet Bathory?

Dopo Iceberg ho naufragato un po'. Non ero affatto sicura di cosa fare. Ma ero da tempo interessata a storie di donne e di violenza. Sembra che ci sia spesso, nella nostra cultura, l'idea che le donne non siano capaci di violenza, anche se sappiamo che non è affatto vero. E io amo le storie in prima persona, con inaffidabili narratori -- uno dei miei libri preferiti è Lolita, e anche se so che non sono assolutamente ai livelli di Nabokov, ho sempre voluto creare un tale tipo di narratore. E' stato il mio agente che alla fine mi ha incoraggiato a provare, e io sono lieta di poter ammettere che aveva ragione, come al solito.

Was it difficult to reconstruct her life? What was the most laborious part during the writing?

Most books about Bathory are in German and her native Hungarian, and because I don’t speak either of those languages I searched a long time for some reliable works in English.  Valentine Penrose’s Bloody Countess is available in and English translation, but it is very dreamy and poetic and hard to follow, as well as relying more on legend than fact.  Raymond McNally’s Dracula Was a Woman was a step in the right direction, but it was Tony Thorne’s Countess Dracula and Kim Craft’s Infamous Lady that provided the best translations of the court records, as well as the most updated and unbiased research on her life.
Another book I found useful was Beloved Children, by the Hungarian scholar Katalin Peter, who wrote a very interesting study on family relationships and the raising of children in the same time period in which Bathory lived.  It was this book that influenced much of the story of Erzsebet’s fears for her son and the precariousness of her position after the death of her husband.

È stato difficile ricostruire la sua vita? Qual è stata la parte più laboriosa durante la scrittura?

La maggior parte dei libri su Erzsèbet Bathory sono in tedesco e nella sua lingua nativa, l'ungherese, e poiché io non parlo nessuna di quelle lingue, ho cercato a lungo per qualche testo affidabile in inglese. Bloody Countess di Valentine Penrose è disponibile in inglese ma è molto sognante e poetico e perciò difficile da seguire, e poi fa più affidamento alla leggenda che alla realtà. Dracula era una Donna di Raymond McNally è stato un passo nella giusta direzione, ma sono stati Countess Dracula di Tony Thorne e Infamous Lady di Kim Craft che hanno fornito le migliori traduzioni dei documenti dei tribunali, così come la ricerca più aggiornata e imparziale sulla sua vita.Un altro libro che ho trovato utile è stato Beloved Children, dello studioso ungerese Katalin Peter, che ha scritto uno studio molto interessante sulle relazioni familiari e la crescita dei bambini nell'epoca in cui Bathory  è vissuta. E' stato questo il libro che ha influenzato gran parte della storia di Erzsebet, dai timori per suo figlio alla precarietà della sua posizione dopo la morte del marito. 

I was wondering why the Countess is always described in her atrocity. She was more than just a killer. She was a loving mother and a devoted wife. What do you think?

Her legend has overtaken the real person somewhat.  The more I dug into her story the more I realized how little the woman behind the legend had been seen in literature and in history.  She was many things—a loving mother and daughter and sister, a dutiful if indifferent wife, and a killer.  Those contradictions more than anything else were what drew me to her story.  I know some readers have expressed disappointment that there wasn’t blood-bathing or a body count in the many hundreds in my version of her story, but both of those ideas were inventions that occurred many, many years after the real Erzsebet’s life was over.  There have been plenty of other books written in that vein.  I wanted to do something more startling, more original.  Why tread the same ground others have covered before?

Mi chiedevo perché la Contessa viene sempre descritta nella sua atrocità. Era più di una semplice assassina. Era una madre amorevole e una moglie devota. Cosa ne pensi?

In qualche modo, è come se la sua leggenda avesse superato la realtà. Più mi addentravo nella sua storia e più mi rendevo conto di quanto poco la donna dietro il mito era stata affrontata nella letteratura e nella storia. Lei era molte cose -- una madre amorevole, una figlia e una sorella, una moglie doverosa, e un'assassina. Tali contraddizioni furono ciò che più mi attrasse della sua storia. So che alcuni lettori hanno espresso disappunto per la mancanza di spargimenti di sangue o un conteggio dei corpi nella mia versione della sua storia, ma entrambe queste idee rappresentano le invenzioni che vennero fuori molti, molti anni dopo che oramai la vita  vera di Erzsebet era finita. Ci sono stati un sacco di altri libri scritti su quel genere. Volevo fare qualcosa di più sorprendente, più originale. Perché percorrere la stessa strada che altri hanno già calpestato?

Will you come in Italy to introduce your novel?

I would love to.  If someone were to invite me, I would come anytime, anywhere!  Italy is beautiful country with beautiful people.  I remember my last visit there very fondly.

Verrai in Italia per presentare il tuo romanzo?

Mi piacerebbe. Se qualcuno dovesse invitarmi, verrei in qualsiasi momento... ovunque! L'Italia è un paese bellissimo con bellissima gente. Ricordo la mia ultima visita lì con molto affetto.

Can you give us a preview of your next works?

I have a number of things in the works—I am still in the very early stages—but I think it’s likely to be a futuristic story this next time.  I think I’m ready to move away from history for a while.

Puoi darci qualche anticipazione sui tuoi lavori futuri? 

Ho una serie di cose in corso -- Sono ancora in una fase d'inizio -- ma penso che la prossima storia sarà futuristica. Penso di essere pronta ad allontanarmi dalla Storia per un po'.


Rebecca, I think that it is satisfactory. Thank you for your friendliness and your courtesy. We do to you our best wishes for everything and... come back when you want! Bye, bye.

Mille grazie!  Thank you so much for inviting me.

Rebecca, penso che sia soddisfacente. Grazie per l'amicizia e la cortesia. Ti facciamo i nostri migliori auguri per tutto e... torna quando vuoi! Bye, bye.

Mille grazie! Grazie per avermi invitata. 


testoL'AUTRICE - Rebecca Johns insegna al dipartimento di inglese della DePaul University, a Chicago, e scrive su giornali e riviste tra cui «Harvard Review», «Chicago Tribune», «Cosmopolitan». Il suo primo romanzo, Icebergs, è stato finalista dell'Hemingway Foundation/PEN Award per romanzi d'esordio e ha ricevuto il Michener-Copernicus Award. 



IL ROMANZO - Ungheria, 1611. L'alba illumina l'imponente castello di Csejthe. Nella torre più alta, una donna completamente vestita di nero è sveglia da ore. Il suo sguardo austero è rivolto verso una feritoia nel muro che mostra solo un piccolo squarcio di cielo. Quello squarcio di cielo è l'unica cosa che scorgerà per il resto della vita. Murata viva in quella stanza fino alla morte: così ha decretato il conte palatino. Ma la contessa Erzsébet Báthory non ha nessuna intenzione di accettare supinamente il destino che le viene imposto. Non l'ha mai fatto nella sua vita.
Fin da bambina Erzsébet è stata una ribelle, innamorata solo dei libri e delle folli corse con il suo cavallo, sorda ai severi insegnamenti della madre sulle arti femminili. Ha solo sei anni quando, nella sua dimora tra i freddi monti della Transilvania, assiste ad atti di violenza indicibili. Atti che la segnano nel profondo e che non dimenticherà mai. Neanche quando, appena adolescente, è costretta a sposare l'algido e violento Ferenc Nádasdy. Un uomo sempre lontano, più interessato alla guerra e alle scorribande che a lei. Erzsébet è sola, la responsabilità dei figli e dell'ordine nel castello di Sárvár è tutta sulle sue spalle. Spetta a lei gestire alleanze politiche e lotte di potere. Lotte sanguinose, piene di sotterfugi e tranelli, che fanno emergere la parte più oscura della contessa, un'anima nera. Strane voci iniziano a spargersi sul suo conto. Sparizioni di serve torturate e uccise, nobildonne svanite nel nulla. Chi è davvero la donna imprigionata tra le gelide pietre di Csejthe? È solo vittima di una cospirazione per toglierle il potere? O il male è l'unico modo per Erzsébet di sopravvivere in un mondo dominato dagli uomini?
Un romanzo magistrale e potentemente evocativo. Venduto in tutto il mondo dopo agguerrite aste, La contessa nera si ispira alla figura della prima serial killer della storia, Erzsébet Báthory, la contessa sanguinaria. Padrona spietata, torturatrice di centinaia di giovani donne, assassina crudele. Questo è quello che dice la leggenda. Ma la verità è un'altra. È la verità di una donna fragile, inquieta, ribelle. Con tutte le sue debolezze, ma anche tutta la sua forza. 

testo
Madre. Amante. Strega. Assassina.
A volte il male è l'unico modo per difendersi. 


«Terribile e seducente. Le atmosfere gotiche sono potenti, intense, e la contessa Báthory è un personaggio impossibile da dimenticare.»
«Publishers Weekly»

domenica 10 aprile 2011

Vi Presento: Tiffany Baker


Qualcuno bussa alla porta. Andiamo ad aprire e scopriamo chi è. Oh, ma è Tiffany Baker, l'autrice del delizioso romanzo, recentissima pubblicazione Zero91, La Ragazza Gigante della Contea di Aberdeen. Che piacere riceverti nel nostro salottino, siamo onorati. Permettiamole di mettersi comoda e prepariamoci a gustare un'altra meravigliosa chiacchierata in sua compagnia.


testoL'AUTRICE - Tiffany Baker vive a Tiburon, in California, con il marito e i tre figli. La ricetta di Tiffany Baker per una vita da scrittrice: Una manciata di isole: Belvedere, Aquidneck, Balboa, Manhattan, Corsica, Maui, il Regno Unito. Tre bambini piccoli: due femmine e un maschio, paffuti sulle guance e sulle ginocchia. Testardi ma teneri quando vengono baciati. Un Marito. Una quantità indecente di cioccolato e caffè. Il panorama che dà su una collina erbosa e su un vecchio eucalipto. Libri pubblicati: La ragazza gigante della contea di Aberdeen.

IL ROMANZO

testoQuando la madre di Truly Plaice rimase incinta, l’intera cittadina di Aberdeen si riunì per scommettere sul peso del nascituro che era stato capace di deformare così tanto la donna da farle assumere proporzioni epiche. La giovane Truly avrebbe pagato il prezzo della sua enormità.
Suo padre la incolpava per la morte della madre avvenuta durante il parto ed era assolutamente mal equipaggiato per crescere la figlia gigante e sua sorella maggiore, nonché suo esatto opposto, Serena Jane, la personificazione della perfezione femminile. Mentre le notevoli dimensioni di Truly la rendono oggetto di curiosità e umiliazioni costanti, la bellezza di Serena Jane si dimostra essere una benedizione e una maledizione allo stesso tempo. Il fatto di essere la più bella ragazza della città la farà infatti diventare l’ossessione di Bob Bob Morgan, il più giovane del clan dei Morgan, dottori di Aberdeen da generazioni. Bob Bob darà il via a una catena di eventi che cambierà il destino dell’intera contea. Crescendo, in età e in larghezza, Truly si troverà sempre più legata al destino di Serena Jane diventando lei stessa uno degli obiettivi dell’intenso interesse di Bob Bob. Scoprendo però il segreto della famiglia Morgan, il libro delle ombre vecchio di secoli, nascosto da Tabitha, prima moglie-strega del dottore, avrà la possibilità di trovare la chiave per il suo unico futuro possibile. Armata dei pericolosi segreti del passato di Aberdeen, Truly affronterà presto decisioni morali in grado di cambiarle la vita. Praticando i suoi rimedi curativi a base di erbe, si sentirà sempre più saldamente legata al cerchio della città, finché non verrà a conoscenza di una rivelazione così enorme da farla apparire minuscola. Truly sarà costretta ad affrontare i propri demoni, ridefinire la pietà e prendere in considerazione la possibilità che l’amore non possa essere ordinato entro certe dimensioni.

‘‘Questa storia divertente e folkloristica assomiglia un po’ a Il brutto anatroccolo e un po’ a Big Fish di Tim Burton... Se cerchi di sconfiggere le crudeltà del mondo reale, questo romanzo è per te.’’- Marie Claire - 

INTERVISTA

1. Hi Tiffany, welcome to my blog! It's a honor for us to have you here. How are you? 

I'm fine, thank you!

1. Ciao Tiffany, benvenuta nel mio blog! E' un onore per noi averti qui. Come stai?

Bene, grazie!

2. Can I offer to you a cup of tea? Would you like some frosted cookies? Well, I'd like to know how your reader's adventury started. What are your favorite authors? Who is the writer that let you realize as words can be powerful? 

Tea is lovely and cookies are better! I started reading very young, at age four, and I haven't stopped since. When I was nine I read Jane Eyre, and it's still one of my favorite books. I have so many favorite writers, but I'm very interested in the books of John Irving. There's something about his sensibility--melancholy but also ironic--that speaks to me. 

2. Posso offrirti una tazza di tè? Gradisci qualche biscotto glassato? Bene, mi piacerebbe sapere come è iniziata la tua avventura da lettrice. Quali sono i tuoi autori preferiti? Qual è l'autore che ti ha permesso di realizzare come le parole possono essere potenti?


Il tè è perfetto e i biscotti ancora di più! Ho iniziato a leggere molto presto, all'età di quattro anni, e non mi sono mai fermata. Quando ne avevo nove ho letto Jane Eyre, e rimane tutt'ora uno dei miei romanzi preferiti. Ho moltissimi autori prediletti, ma apprezzo molto i libri di John Irving. C'è qualcosa nella sua sensibilità - melanconica ma anche ironica - che parla a me.
  
3. Is there a perfect moment for reading? I mean a kind of connection between feelings and external reality.

When I'm reading something I love, ALL moments become perfect for reading. I read while I'm boiling water for pasta, read while I'm waiting to collect my children, read in line at the supermarket. I love when a book's world  becomes so real you want to eat the food in the pages. 

3. C'è un momento perfetto per la lettura? Intendo una sorta di connessione tra i sentimenti e la realtà esterna.

Quando leggo qualcosa che mi piace, TUTTI i momenti diventano perfetti per la lettura. Leggo mentre sto mettendo a bollire l'acqua per la pasta, leggo mentre aspetto di prendere i miei bambini, leggo mentre sono in fila al supermercato. Adoro quando l'universo del libro diventa così reale da avere voglia di mangiare il cibo che è nelle pagine.

4. What is, for you, the most beautiful enchantment that words can do? 

I love the sound of words and the worlds they can evoke. So, I love reading about the small details of a place--the clothes, the smells, the foods.

4. Qual è, per te, l'incantesimo più bello che le parole possano fare?

I adoro il suono delle parole e i mondi che possono evocare. Perciò, mi piace leggere e soffermarmi sui piccoli dettagli di un posto -- i vestiti, gli odori, le cibarie.

5. Have you always dreamed to be a writer? 

When I was young, I wanted to be a dancer, but gave it up because I realized I wanted to go to university. So then, yes, I wanted to write.

5. Hai sempre sognato di essere una scrittrice?

Quando ero giovane, volevo essere una ballerina, ma ho abbandonato l'idea perché ho capito di voler andare all'università. Perciò, sì, desideravo scrivere. 

6. Okay, I think that it's time to talk about your novel, La Ragazza Gigante della Contea di Aberdeen, a wonderful triumph of swetness, drama and life. Before getting into the plot, I'd like to say something about the cover. Why this one? 

My publishing house produced it and I really like it. I think it speaks to how Truly is seen not as a whole woman but as an object or a suggestion of a woman. And I like that the dressmaker's form is odd, just like Truly. 

6. Okay, penso che sia arrivato il momento di parlare del tuo romanzo, La Ragazza Gigante della Contea di Aberdeen, un fantastico trionfo di dolcezza, dramma e vita. Prima di addentrarci nella trama, mi piacerebbe dire qualcosa sulla copertina. Perché proprio questa?  

La mia casa editrice l'ha elaborata e mi è subito piaciuta. Penso che racconti come Truly è vista non pienamente come una donna ma come un oggetto o un suggerimento di donna. E mi piace la forma del manichino, bizzarra come Truly. 

7. Introducing Truly: can you describe her with only five words and then explain theme?

Hmmm. She's larger than life, invisible, loving, vengeful, and finally, whole. I say she's invisible because she kind of is. No one in town wants to look at her. And though she loves her nephew and her few friends, she has a dark side to her. And finally, the novel is the story of how Truly learns to see herself as a complete person, not as the town freak. 
7. Introducendo Truly: puoi descriverla utilizzando cinque parole e poi spiegandole?

Hmmm. Lei è più grande della vita stessa, invisibile, amorevole, vendicativa e, infine, tutto. Dico che è invisibile perché in un qualche modo lo è. Nessuno in città vuole vederla. E nonostante lei ami il suo nipotino e i suoi nuovi amici, lei custodisce un lato oscuro dentro di se. E alla fine, il romanzo è la storia di come Truly impara a vedere se stessa come una persona completa, non come uno scherzo della città.


8. Was in your intentions telling about a character who could be an example of personal redemption for all the similar real cases? 

Well, I certainly hope that people can relate to Truly and can find empathy with her after looking at the world through her eyes. I wanted readers to feel what she must have felt.

8. Era nelle tue intenzioni raccontare di un personaggio che poteva essere un esempio di riscatto personale per tutti i casi reali simili?

Allora, certamente spero che la gente possa rispecchiarsi in Truly e che possa trovare un'empatia con lei dopo aver osservato il mondo attraverso i suoi occhi. Volevo che i lettori provassero cosa lei stessa doveva aver avvertito.

9. Truly loves eating and cooking. Is it a reflection of your passions? What are the contact points between you and her? 

I also love to cook. I'm happiest in my kitchen, whipping up something for friends and family. I love how food brings everyone together and makes a celebration out of life. In terms of how I'm like Truly, I don't really know. Maybe it's in the way we observe things. I certainly haven't poisoned anyone!

9. Truly ama mangiare e cucinare. E' un riflesso delle tue passioni? Quali sono i punti di contatto tra te e lei?

Mi piace anche cucinare, certo. Mi sento più felice nella mia cucina, mentre preparo qualcosa per i miei amici e per la mia famiglia. Adoro come il cibo porti ciascuno a stare insieme e faccia una celebrazione di vita. Volendo parlare di quanto io sia come Truly, non saprei. Forse è nel modo in cui noi osserviamo le cose. Certamente, però, io non ho avvelenato nessuno!

10. Well, Tiffany, I think that it could be enough. Thank you for your courtesy and come back whenever you want. Say hello to all your italian readers! 

Hello, everyone. Thanks for having me and thanks for reading Little Giant! I wish you lots of happy future reading adventures. 

10. Bene, Tiffany, penso che possa bastare. Grazie per la gentilezza e torna a trovarci ogni volta che vorrai. Saluta pure tutti i tuoi lettori italiani!


Ciao a tutti. Grazie per avermi ospitata e grazie per aver letto Little Giant! Vi auguro un futuro pieno di letture avventurose!

Vi Presento: Mario De Martino


Cari amici lettori, oggi verranno a trovarci due ospiti speciali. Il primo, Mario De Martino, è un giovane autore talentuoso che, maniche rimboccate e sudore sulla pelle, è gia arrivato alla sua quinta pubblicazione!

L'AUTORE 

testoMario De Martino nasce nel 1993 a Torre del Greco (Napoli), attualmente vive a Portici dove frequenta il Liceo Scientifico. Ama disegnare e leggere, passione che lo ha portato a maturare la voglia di scrivere storie fantasy, ispirandosi ai grandi nomi che brillano nella letteratura di genere, dall’intramontabile J.R.R. Tolkien a Terry Brooks, senza tralasciare Ursula K. Le Guin e il giovanissimo Christopher Paolini. Il pubblico ha avuto modo di notare il suo talento nel primo libro di questa serie, “L’Erede, la spada del re” pubblicato da Runde Taarn edizioni nel 2009 e nel romanzo “Justin Dave e il ragazzo venuto dal futuro” pubblicato da 0111 edizioni sempre nel 2009. Poi è seguito, nel 2010,  l'horror dal titolo “Con gli occhi dell’innocenza” e, fresco di pubblicazione, il suo ultimo romanzo "I Figli di Atlantide", per la Casini Editore. (Fonte)


ZOOM: le sue pubblicazioni  

 
testo
Chi è Cody McGraint? Un ragazzo brillante con ottimi voti a scuola? Un capo politico dall'oscuro passato? Un semplice adolescente che vive tutti i dubbi e i timori tipici della sua età? In un futuro lontano, dove robot assistenti e intelligenze artificiali sono all'ordine del giorno, un misterioso hacker agisce nell'ombra. Toccherà a quattro ragazzi sventare i suoi diabolici piani, in un viaggio imprevedibile, prima di tornare in un presente semplice, fatto di amicizie sincere e compiti di scuola. 



testo"L’uomo restava fermo ad osservare le legioni in marcia verso la fortezza, gettando sguardi furtivi anche alle sue spalle, come per constatare che tutti stessero arrivando. Un altro, al suo seguito, suonò il grosso corno che portava appeso alla cintola, richiamando l’attenzione dei soldati. La marcia si arrestò improvvisamente e tutti volsero lo sguardo nella direzione dell’uomo.”


testoCostretto a cambiare città in seguito alla morte dei genitori, Thomas si trasferisce dall'affollata e caotica New York a uno sperduto paesino dell'Oklahoma chiamato Dawson Hill. Bella e Andrew MacKinnon, i suoi zii, sono dei tipi strani; così come strana è la sua nuova casa e tutto ciò che si verifica attorno a lui: gli animali si agitano al solo guardarlo; le icone religiose della chiesa locale lacrimano sangue e voci infantili sempre più insistenti echeggiano nel buio della notte. Qual è il segreto di Dawson Hill? Cosa sta accadendo al giovane Thomas? Cosa lega un apparente suicidio a un'oscura leggenda? È quanto tenterà di scoprire Beverly Linderman, l'assistente sociale alla quale è stato affidato il caso del ragazzo. Ma il Demonio ha davvero tre vite a Dawson Hill e bisogna fare qualcosa prima che sia troppo tardi, prima che il Male riempia ogni singolo aspetto della nostra esistenza. 


testoLa Saga continua. Sindah dopo le vicissitudini del Northfuind si sta riprendendo presso Narhendur, la città dei nani e la Compagnia attende per poter riprendere il viaggio. Ma non tutto andrà come previsto. Uno dei figli del re dei nani, Therol, non vorrebbe partire ma sarà Sennon, il domatore di draghi, ad abbandonare il gruppo per correre in aiuto dei Sommi e degli elfi nella strenua difesa della Grande Torre. Nel frattempo la compagnia ripartirà verso le Valli d'Ombra, non senza alcune sorprese come la scoperta della città di Ympheria e l'aggiunta imprevista di un nuovo componente alla Compagnia... il secondo capitolo della Saga si preannuncia ancora più interessante e avvincente del primo libro che già aveva tenuto i lettori con il fiato sospeso sino all'ultima pagina.


testoRobert Gray, funzionario dell'FBI di New York, indaga su un delitto che sembra senza soluzione. Gli unici indizi sono una stella a sei punte e una carta dei tarocchi. Gli unici punti di contatto tra Ivan, Sarah e Seiji sono invece un medaglione, un'antica civiltà, un'iscrizione arcana. I tre giovani vivono in tre luoghi diversi e lontani e non si sono mai incontrati. Ma le cose sono destinate a cambiare, perché sono stati scelti per sciogliere un enigma antico e sfortunato. Porteranno a termine una missione iniziata tanti, troppi secoli prima, una missione che affonda le sue radici nel pericolo e nell'irrazionale. Che intenzioni hanno i misteriosi adepti della setta Chrysalis? Quali terribili conseguenze porterà l'instaurazione del nuovo ordine mondiale? Sui governi di tutto il mondo incombe una minaccia terribile. La salvezza del genere umano dipende da Ivan, Sarah e Seiji, sempre che sappiano mettere a frutto il misterioso potere del medaglione e l'ammonimento in esso contenuto: Bene vixit qui bene latuit. 


L'INTERVISTA

1. Signori e signore, questo pomeriggio abbiamo l'onore di ospitare una giovane voce della narrativa che si prepara a volare alto: Mario De Martino! Ciao Mario, benvenuto. Come stai?


Volare alto? Per carità, io soffro di vertigini!
In ogni caso, l'onore è mio, carissima! Grazie di cuore per l'ospitalità! 


2. Accomodati, prego, questo è il mio salottino delle chiacchierate. Tra qualche minuto servirò anche il mio consueto tè. Per te, però, ho scelto un infuso alla frutta aromatizzato con mirtilli, ciliegie, uva sultanina, sambuco e fiordaliso. Spero che possa piacerti, è uno dei miei infusi preferiti. Gusto dolce e deciso al contempo. Ma passiamo alla prima domanda: vuoi presentarti a quanti ti leggeranno? A modo tuo, naturally.


Uhm... sembra buono!
Dunque, mi chiamo Mario, ho diciotto anni e vivo nella provincia di Napoli. Adoro la lettura, la scrittura e il cinema. Di quando in quando, poi, “imbratto carte”.


3. Se la tua scrittura fosse un colore, quale sceglieresti?


Azzurro, come un oceano sconfinato nel quale è possibile viaggiare verso nuove, strabilianti avventure!


4. Leggermente enigmatica ma anche giocosa: Mario De Martino quante personalità ha?


Tre: c'è la parte buona, la parte cattiva e quella neutrale. Così si creano personaggi sempre più “vari” e li si fa agire di conseguenza.


5. Vediamo, vediamo. Hai una valigia vuota da riempire, okay? Ma non stiamo parlando di una valigia qualsiasi, bensì di quella dello scrittore. Cosa ci metteresti? Intanto, ti taglio una fetta di cheesecake.


Gnam gnam! Grazie!
Dunque, ci metto dentro un computer, un taccuino, una penna per prendere appunti e... una valanga di libri!


6. A cosa - o a chi - faresti assomigliare l'immaginazione?


L'immaginazione è come una montagna che impedisce di trovare una risposta alla domanda: “Cosa c'è al di là?”
Così si è costretti a rispondere con la mente e non con gli occhi.

7. Io, purtroppo, non ho ancora letto nulla di tuo ma so che hai scritto molto e che è da poco uscito il tuo nuovo romanzo. Ce ne parli?



Si tratta di un "fantathriller", un romanzo thriller, cioè, con sfumature “fantastiche”. D'altra parte, è incentrato sul mito del continente perduto, quindi non potrebbe essere altrimenti!
È possibile trovare altre informazioni sul libro a questo link: http://www.ibs.it/code/9788879051668/de-martino-mario/figli-di-atlantide.html
Ah, il titolo è “I Figli di Atlantide” (Casini Editore).


8. Secondo te, esistono i "cattivi scrittori"?


No, esistono solo scrittori che ti fanno entrare nelle loro storie da una porta secondaria e non da quella principale. E ti assicuro che non è la stessa cosa.


9. Un altro po' di infuso? Mi piacerebbe che tu commentassi, dandone una tua interpretazione, questa citazione: "Un buon libro non finisce mai", l'autore è R.D. Cumming. Cosa deve avere un libro per essere definito "buono"? E che valore ha, prima di tutto, quel "buono"?


Slurp! Certo che sì, è squisito!
Un buon libro è quello che continua a incantarti anche dopo averne terminato la lettura. Un libro che ti fa esclamare: «Wow, io questo romanzo non l'ho letto... l'ho vissuto!»
Un buon libro è quello che ti accoglie nella sua storia e ti fa diventare parte integrante di essa.


10. Bene, Mario, la nostra piacevolissima chiacchierata termina qui. Ti ringrazio di cuore per essere stato nostro ospite e ti invito a tornare ogni volta che vorrai. Potrei farti assaggiare la mia intera collezione di infusi e preparare altre prelibatezze! Ti faccio i miei migliori auguri, per tutto, e ti lascio ai saluti finali. Ciao, ciao.


Ma certo che torno, non posso perdermi altre prelibatezze!
Grazie di tutto! Alla prossima,


MDM.

EXTRA


Booktrailer de "I Figli di Atlantide"