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lunedì 10 gennaio 2011

Mantel e Moccia

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Il 13 Gennaio io non ci sono. Anzi, mi accampo dalla sera del giorno precedente, davanti alla vetrina della libreria e attendo la mezzanotte (magari!). Arriva in Italia un romanzo storico di 784 pagine vincitore del prestigiosissimo Man Booker Prize 2009. L'autrice è Hilary Mantel e il titolo del romanzo Wolf Hall. Una copertina seria, essenziale che lascia un richiamo alla nobiltà velato, ammaliatore. La casa editrice che lo pubblica è la Fazi. La prima cosa che ho pensato quando ho letto la notizia (fonti: The Book-Lover) è stata questo libro deve essere mio. La Manel sta già lavorando a un seguito, The Mirror and the Night, e noi la ringraziamo di cuore. La storia si presenta avvincente già dalla semplice trama:

Thomas Cromwell era il figlio di un fabbro di Putney. Un uomo capace di stendere un contratto e addestrare un falco, di disegnare una mappa e interrompere una rissa, di arredare una casa e corrompere una giuria. Architetto machiavellico del regno di Enrico VIII e artefice dei destini della dinastia dei Tudor, Cromwell è il protagonista di questo imponente, pluripremiato romanzo di Hilary Mantel. La pregnanza sottile e straordinaria della scrittura di un’autrice già celeberrima in patria, che ora dà voce e sostanza al suo capolavoro, dilaga in una straordinaria decodifica, ironica e precisa, della corte inglese: fino a mostrarne l’ossatura segreta, a ribaltarne le prospettive e il canone. Cromwell emerge qui in tutta la sua umanità, lontano dagli stereotipi che di lui ci hanno dato in lascito i manuali di storia. Cromwell venuto dal nulla, dedito ai mestieri più disparati – mercenario in Francia, banchiere a Firenze, commerciante di tessuti ad Anversa – grazie alle sue sole doti intellettuali; Cromwell, di cui il re si servirà per ottenere il divorzio da Caterina d’Aragona e unirsi ad Anna Bolena, dando così un nuovo corso alla storia della Chiesa d’Inghilterra. Hilary Mantel traccia un ritratto dell’Inghilterra dei Tudor nel quale il fascino di un’epoca lontana conosce uno splendore rinnovato, per la nitidezza delle immagini, per l’umanità restituita a personaggi che finalmente escono dalle vecchie cornici dei libri di storia. Perché in “Wolf Hall” riusciamo a sentire l’odore acre della lana impregnata dalla pioggia e della terra sotto i piedi; perché Hilary Mantel è una scrittrice che scansiona le ossa sotto la pelle, le ruote dei carri nel fango, i topi nei materassi. Si sporca le mani, e ci regala un affresco storico mozzafiato.




Nei prossimi mesi, data ancora da definirsi, un'altra attesissima uscita Rizzoli: il nuovo romanzo di Federico Moccia. Okay, precisiamo una cosa. Io non sono un'infervorata sostenitrice delle sue storie (molto onestamente: ne ho letto soltanto uno senza nemmeno finirlo), tuttavia qui si tratta di fare una segnalazione e di rendere felici tutti i fedelissimi. E poi, magari si scopre un bel romanzo. Mai dire mai. Dunque, il titolo è L'Uomo che non voleva amare e la copertina è davvero conturbante. Cosa devo intendere? Piccola risatina. In realtà, scherzi a parte, dalla sinossi è possibile percepire il radicale cambiamento di rotta dell'autore. Una svolta al suo genere, al suo campo d'azione preferito, per affrontare nuovi temi e cimentarsi in esperimenti al profumo di sentimento vero, adulto e passionale. 

Tancredi è l'uomo dei sogni: possiede un'isola alle Fiji, splendide ville, jet privati ed è di una bellezza magnetica. Tutte le donne prima o poi cedono al suo fascino. Ma lui non sa dimenticare una ferita del passato che l'ha cambiato per sempre. Ora Tancredi odia la felicità e non vuole più amare.

Sofia è una pianista bellissima e dotata di un talento innato, ma un voto d'amore l'ha costretta a troncare la sua brillante carriera tenendola lontana dal pianoforte. La sua vita ora è accanto ad Andrea, rimasto paralizzato in seguito a un grave incidente, ed è segnata da un dolore profondo che lei tenta di annegare nella rassicurante routine quotidiana.
Un giorno come tanti le loro anime si incontrano: Tancredi entra in una chiesa e sente un coro di bambini che cantano. Rimane lì, in silenzio, come rapito, emozionato da quella musica, quando improvvisamente la vede. Sofia ha gli occhi chiusi, la bocca si muove lentamente e segue sognante le note. Muove le dita a tempo, conosce a menadito ogni passaggio di quella musica. Tancredi è stregato da quell'immagine e quando lei apre gli occhi e lo guarda è come se per la prima volta capisse cos'è l'amore. Da quel momento la sua vita non sarà più la stessa, perché una passione bruciante lo costringerà a tentare ogni mezzo pur di conquistare Sofia... Chi è veramente questa donna? E soprattutto, cosa nasconde? 
Sofia è combattuta e per la prima volta comincia a mettere in discussione il suo amore per Andrea, ma sceglie di resistere. Non conosce però Tancredi: lui non si ferma davanti a nulla. Riuscirà a farla suonare di nuovo, solo per lui, di fronte alle onde dell’oceano?
Un uomo tormentato. Una donna alla ricerca della felicità. E una travolgente storia di amore e passione.



3 commenti:

debby82 ha detto...

uhm più di 700 pagine? GUSTOSO!!!!!
in quanto a Moccia la penso come te...ma non credo di dargli neanche la possibilità :-)

debby82 ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
chechimadrid ha detto...

un cambiamento di moccia<?? eddai!