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domenica 14 maggio 2017

STONER di John Williams | Vita di un sognatore combattente

Diciamo che funziona così: possiamo pure garantirci una vita confortevole ed economicamente soddisfacente, ma se non ci muove la passione dentro, se abbiamo gli ideali fuori controllo e i sentimenti in collisione… sarà molto difficile accudirne il senso.
Possedere una sana integrità morale significa provvedere al sostentamento dell'anima nel rispetto del pathos che la governa, delle inclinazioni virtuose che la amministrano, dei desideri che la infuocano e ne addestrano forma e sostanza. L'ho imparato tardi, e grazie specialmente alla vita di alcuni uomini, letterari o reali, che mi hanno intralciato il cammino, ma l'ho imparato e adesso è un sedimento che non potrà essere estirpato né avvelenato da qualsivoglia tentativo di indottrinamento. Perché ancora non mi spiego come si possa preferire la prigionia alla libertà. Ma sarà che soffrirò di demenza giovanile. Comunque imparo, dicevo, e succede pure con una certa frequenza, come se incontrassi un'amica per il tè delle cinque, tutti i pomeriggi o quasi. Che sarebbe un'abitudine, eppure scandita da argomenti ogni volta differenti. Per esempio questa domenica è stata rivelatrice. Ho portato a termine la lettura di un romanzo nelle cui pagine dimora il genio di un autore ingiustamente squalificato dall'olimpo dei narratori eccelsi. Ma sì, perché in fondo a John Williams i riconoscimenti sono arrivati postumi e nemmeno lo si trova esposto o consigliato come i suoi colleghi da best-seller. Chi è che l'ha capito il suo intelletto? Chi ci è entrato e si messo all'ascolto, senza obbligarsi a ricavarne le memorie di un vissuto epico eppure recuperando la stessa intensità di gesta, emozioni e accadimenti in una prosa mesta, elegante, di infrangibile bellezza. È nell'ordinario che possiamo riconoscerci, dopotutto; nel ticchettio metodico del tempo, nella fissità delle epoche biologiche, nei fallimenti e nelle tragedie. Ecco perché Stoner diventa un capolavoro silenzioso, capace tuttavia di erigere una vera roccaforte d'alleanza nel cuore di ogni lettore amico. Ed ecco perché, per onorare la sua battaglia, ne sarò sua fedele custode. 

mercoledì 10 maggio 2017

NOI SIAMO TUTTO di Nicola Yoon. Si può essere allergici al mondo, ma mai all'amore.

Questa è la parola d'ordine. L'amore vince qualsiasi battaglia, sempre, perché il suo è un impasto lavorato direttamente dalle mani dell'universo ed è impermeabile a tutte le intemperie della vita, persino a quelle più tragiche che soffocano lentamente e sembrano non lasciare via d'uscita. Proprio come succede alla protagonista del nuovo bestseller americano NOI SIAMO TUTTO, frutto dell'ingegno creativo di Nicola Yoon, autrice di origini giamaicane perdutamente innamorata della sua famiglia e dedita a quel tipo di scrittura dal carattere ribelle, anticonformista, che si cede ai giovani lettori per spalancare ai loro occhi smarriti le finestre del mondo e raccontare i disagi che possono essere vinti, i dolori che possono essere annullati, le solitudini abitudinarie che possono rivelarsi alleate. In Italia lo pubblica la Sperling & Kupfer e la Warner Bros ne lancerà l'adattamento cinematografico quest'autunno – 21 settembre – fiutandone tutte le potenzialità di successo. Una storia triste, in sostanza, che presenta ancora una volta una protagonista ammalata in cerca di rinascita, ma stavolta persino mettere un piede qualche millimetro fuori casa può costare caro. Perché Madeleine Whittier è allergica al mondo e la sua è un'esistenza da reclusa, in una cattività protetta dove l'aria è filtrata e i respiri misurati con scrupolosa attenzione, per verificare che siano sempre gli stessi, puliti, sani. Ma allora dove trovare la felicità se tutto è proibito? Me la sono immaginata una vita così. Ho strizzato gli occhi e ho provato a visualizzare un ambiente asettico e puzzolente di quell'odore chimico di disinfettante. Mi sono sentita morire già solo al primo rilascio di fiato. Perché poi la cosa peggiore è sapere che fuori, al di là delle mura, qualcosa c'è. Un'altra forma di vita scorre e si diverte, esplora e si incuriosisce. La tua ne è soltanto un'edizione alternativa in tiratura limitata. Sai che gioia, verrebbe da borbottare. Eppure non si è mai sconfitti in partenza. Non si è mai sconfitti e basta. E Madeleine conosce un posto, il luogo più sicuro in tutto l'universo, dove poter essere davvero libera: il suo cuore. Pronti a lasciarvi straziare il vostro? Io sì. Onestamente, non vedo l'ora.

martedì 9 maggio 2017

Quei titoli che ti ronzano nelle orecchie. Le novità più luminose.

Lo avete letto?
In questi giorni mi è tornato alla mente il titolo di un celebre romanzo divenuto anche film. Un giorno questo dolore ti sarà utile, di Peter Cameron. Mi è tornato alla mente come fanno alcune mosche in estate, ronzandomi attorno senza darmi tregua, fiutando, forse, il sangue dolce-amaro della mia vita. Sebbene l'insistenza molesta, però, ho deciso di tenerlo. Anzi, di trattenerlo, nella speranza di cavare il senso della sua visita inattesa. Non si può parlare di ospiti indesiderati perché queste intuizioni hanno sempre un qualcosa di fascinoso dentro e si finisce per amarle; tuttavia, quell'arrovellarsi impaziente prosciuga nel silenzio e ci svuota del nostro riempimento. Sembra di uscirne sconfitti e invece si rimane con una sola risposta addosso, quella che conta. Quella che risolve l'enigma dei fatti. Un giorno questo dolore ti sarà utile. È così che risuona il mantra di una nuova fede, il ritornello di una promessa di felicità, la formula di un agognato lieto fine. O di un lieto inizio.

Allora non abbiate paura, amici lettori. Incassiamolo per intero questo dolore e cantiamolo a voce alta, a voce rotta, a voce timida, tremula, festosa. Più forte ancora. Con tutto il fiato che ci alita in gola. Perché è di questo che profuma la libertà. 

Poi, vabbe’, le nostre anime sognanti ricevono un addestramento speciale, quello dei nostri fedeli e sempiterni libri, e dunque di cosa preoccuparsi? 

Prendiamoci un respiro, assentiamoci per pochi, riparatori attimi dalla realtà assediante. Viaggiamo nell'universo delle novità letterarie che hanno abbellito e abbelliranno gli scaffali delle nostre librerie ed esultiamo.

sabato 6 maggio 2017

🇮🇹 ITALIAN'S BOOKTUBERS BOOK TAG | Feat. Frahorus

Buon pomeriggio amici lettori!
Resistere alla tentazione di un tag è impossibile, oramai lo avrete capito, così ho accettato subito la proposta del mitico Frahorus di partecipare a questo quiz letterario. Dieci domande per dieci risposte, tutte rigorosamente a tema, che indagano sullo sfaccettato universo dei libri e, in particolar modo, sul rapporto personalissimo tra libro e lettore. Naturalmente, data la mia sbadataggine, ho dimenticato di rispondere a uno dei quesiti. Potevo mica smentirmi?

Ne approfitto anche per invitarvi a leggere l'intervista che ho rilasciato per il bellissimo portale letterario Parole a Colori. La trovate cliccando qui

Il video di FRAHORUS 

DI CHIACCHIERE E LETTURE IN CORSO | Maggio 2017

Buonasera amici lettori e ben ritrovati.
Quando si è saturi di emozioni ancora forti e fresche, non si può fare altro che condividerle e renderle manifeste. Così in questa puntata vi racconto le mie ultime avventure, gli appuntamenti che mi vedranno in giro per l'Italia nelle prossime settimane e, ovviamente, le mie letture in corso. Ben tre, pensate. Sono tornata ai tempi delle letture multiple. Povera me, significa che sono proprio in crisi!

domenica 30 aprile 2017

Il BOTTINO di TEMPO DI LIBRI (e non solo…)

I video dove confesso il modo indecente attraverso cui sperpero il mio denaro in libri riscuote sempre un certo successo, questo l'ho capito. E in effetti sono quelli che cerco di più anche io, i famigerati book haul, tanto per aggravare il disagio letterario che mi tormenta quando rimugino sulla mole di autori ignoti che tradisco con l'indifferenza o, peggio, uno snobismo incivile e superficiale. Allora, capite, corro a rifugiarmi nei video di lettori diversi da me, specializzati in letture altrettanto dissimili dalle mie, che possano illuminarmi. Un giorno vi citerò quelli che seguo con maggiore trasporto e ammirazione, vorreste? 
Nel frattempo, come trascorre la vostra domenica? Io ho chiuso definitivamente con 13, la serie, ma non so ancora bene come parlarne. La storia è tremenda, purtroppo attualissima, e l'intenzione propositiva ma… è come se avessero forzato un po’ troppo la mano. Specie per alcuni episodi e per determinati personaggi, il cui linguaggio e la cui forma mentis cozza con gli anni a cui affermano con artefatto orgoglio di appartenere. Però andiamoci piano. Nei prossimi giorni mi ritirerò in meditazione, farò un paio di conti e tornerò a commentare l'esperienza.
A voi è piaciuta? Avete letto anche il romanzo di Jay Asher?
 

giovedì 27 aprile 2017

Letture a immersione. Di storie e personaggi che ti scavano il cuore.

In una contemporaneità in cui leggere è quasi sacrilego e punibile con la morte (o comunque con una pesantissima sessione di bullismo sociale), non mi resta che perseverare nella missione di raccontarvi storie che sappiano far riaffiorare in superficie tutte le nostre emozioni a chiusura ermetica. 
Per carità, ci sono giorni (e lo sapete bene) in cui arrendermi alla passività delle abitudini e dei sentimenti in scatola acquista un prospettiva più che allettante, ma resisto alla tentazione, mi risparmio il pentimento languido di coscienza e muovo un altro passo. 
Tutto il mondo è intrattenimento e siamo tutti consumatori consumati. In un certo senso, siamo diventati il paradosso più sconcertante che sia mai stato concepito: uomini che nascono già vecchi, assuefatti alla radiazioni di un progresso retrogrado che recluta cervelli per svuotarli della loro materia organica e imbottirli di nulla e silenzio, fino a sentirli implodere. Ecco com'è che compaiono le idee invertebrate, i pensieri impotenti, quel risucchio di energie dove la sostanza vitale precipita e si esaurisce. Dovremmo limarci le unghie perché restino in ordine e mantengano lo spazio che gli appartiene e invece insistiamo a rosicchiarcele finché il dolore non inizia a farsi amico prediletto, alleato fedele e persino più divertente di tutta la gioia che resta. Il positivismo è superato (ed è anche da rammolliti), meglio affidarsi al realismo superbo e nichilista che perlomeno si attiene ai fatti, presenta prove tattili, ha sempre, indiscutibilmente ragione. E al via la prevaricazione, gli egoismi, le relazioni plastiche dove i sorrisi nascondono ghigni e gli abbracci si disperdono come nuvolette di fiato in inverno. Però, boh, sarà che sarò pure un po’ stupida a crederci così tanto ma la voglia di manifestare il buono e il bello non muore mica per così poco. Ci si prosciuga, ovvio, ma si affondano i piedi in terra e si impara a governare qualsiasi debolezza per nutrire le proprie radici, difendere la propria identità e tenere duro. Per esempio con i libri e, in particolare, con le letture protagoniste di questa scorribanda letteraria.