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sabato 12 gennaio 2013

AutoRitratto

Eccoci pronti a conoscere meglio una nuova voce della narrativa italiana. Si tratta di una giovanissima esordiente, Mariapia Messina, che ci racconta del suo grande sogno, difeso strenuamente nonostante le delusioni e le speranze disattese. Di fronte a un'anima pronta ad affrontare qualsiasi ostacolo e qualsiasi ardua battaglia per conquistare la propria aspirazione, il proprio progetto di vita, non posso che provare il forte desiderio di esserle accanto e di sostenerla, incoraggiando la sua tenacia e la sua forza di volontà a non mollare mai. Mi raccomando Mariapia, persevera questo obiettivo e punta sempre in alto!

MARIAPIA MESSINA

Mi chiamo Mariapia Messina e ho un sogno. Ho passato l’infanzia in un mondo tutto mio, creando strani personaggi e mondi, strane situazioni e avventure. Perfino quando giocavo con le barbie creavo dei veri e propri film (una volta ho riproposto la trilogia del signore degli anelli con bambole e bambolotti!). Crescendo la situazione è peggiorata, più leggevo più nuovi racconti e personaggi mi frullavano per la testa. Ma dopo un po’ di anni hanno lasciato la mia mente per finire su un foglio. Di racconti ne ho scritti tanti e tante sono state le porte in faccia che ho ricevuto dalle case editrici! “Siamo spiacenti ma il libro non rientra nella nostra linea editoriale” mi scrivevano, un modo molto gentile per dire “la sua opera non ci piace” . Stanca di ricevere continui rifiuti dalle case editrici ma delle buone recensioni da amici ho deciso di auto pubblicarmi, così per gioco ma in cuor mio sperando che qualcuno possa trovare veramente belli i miei racconti. Leggere e scrivere sono le uniche vere cose che mi salvano dalla monotonia della vita quotidiana e da quelle piccole o grandi delusioni in cui inciampiamo nel corso della nostra vita. Poter passare la mia vita facendo le cose che amo di più, questo è il mio sogno e spero che almeno questo non rimanga nel cassetto.

Per quanto riguarda il libro non credo che potrei aggiungere altre informazioni che la trama già da: Nel linguaggio dei fiori il lilium significa purezza. Il fresco vento estivo degli anni più dolci lascia presto il posto al vento più freddo e tagliente della realtà. Dall’alto di una torre ricoperta di candidi fiori una ragazza guardava le bianche nuvole e sperava di riuscire a toccare finalmente la soffice terra. Di lei Sara scrive e scrive perché forse quello è l’unico modo per cancellare il suo tormento, il suo amore segreto, suo fratello. Ma anche un candido fiore appassisce se viene immerso in un’acqua torbida e presto muore. E muore tutto, né più gioia né speranza abitano le stanze sempre silenziose di una bella casa. E se per troppo tempo si indossa una maschera questa si consumerà e si infrangerà. Solo quando resterai completamente indifeso davanti a quella realtà ti renderai conto di quanto sia inutile cercare di scappare da li, eppure ci provi. Ci provi perché preferisci cadere e farti male piuttosto che lasciarti morire senza almeno provare. 

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2 commenti:

ragazzo comune o quasi ha detto...

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Anonimo ha detto...

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