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lunedì 6 gennaio 2014

La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte...


La Befana
di Giovanni Pascoli

Viene viene la Befana, 
vien dai monti a notte fonda. 
Come è stanca! la circonda 
neve, gelo e tramontana. 
Viene viene la Befana.

Ha le mani al petto in croce, 
e la neve è il suo mantello, 
ed il gelo il suo pannello, 
ed è il vento la sua voce. 
Ha le mani al petto in croce.

E si accosta piano piano 
alla villa, al casolare, 
a guardare, ad ascoltare, 
or più presso or più lontano. 
Piano piano, piano piano.

Che c'è dentro questa villa? 
Uno stropiccìo leggero. 
Tutto è cheto, tutto è nero. 
Un lumino passa e brilla. 
Che c'è dentro questa villa?

Guarda e guarda… tre lettini 
con tre bimbi a nanna, buoni. 
Guarda e guarda… ai capitoni 
c'è tre calze lunghe e fini. 
Oh! tre calze e tre lettini…

Il lumino brilla e scende, 
e ne scricchiolan le scale: 
il lumino brilla e sale, 
e ne palpitan le tende. 
Chi mai sale? Chi mai scende?

Coi suoi doni mamma è scesa, 
sale con il suo sorriso. 
Il lumino le arde in viso 
come lampada di chiesa. 
Coi suoi doni mamma è scesa.

La Befana alla finestra 
sente e vede, e si allontana. 
Passa con la tramontana, 
passa per la via maestra: 
trema ogni uscio, ogni finestra.

E che c'è nel casolare? 
Un sospiro lungo e fioco. 
Qualche lucciola di fuoco 
brilla ancor nel focolare. 
Ma che c'è nel casolare?

Guarda e guarda… tre strapunti 
con tre bimbi a nanna, buoni. 
Tra le cenere e i carboni 
c'è tre zoccoli consunti. 
Oh! tre scarpe e tre strapunti…

E la mamma veglia e fila 
sospirando e singhiozzando, 
e rimira a quando a quando 
oh! quei tre zoccoli in fila… 
Veglia e piange, piange e fila.

La Befana sta sul monte. 
Ciò che vede è ciò che vide: 
c’è chi piange e c’è chi ride: 
essa ha nuvoli alla fronte, 
mentre sta sul bianco monte.

Malgrado la profonda malinconia di questa poesia mi piaceva regalarvi una chicca per questo giorno di festa in cui si abbonda con le leccornie — attenzione ai denti — e si chiude il ciclo degli appuntamenti natalizi (sigh, sigh!). Tanti i doni anche quest'anno, tante le caramelle e i cubetti di carbone zuccherato, per una Epifania più dolce che mai! E siccome voglio tornare a condividere anche questi momenti di lieto vissuto familiare e di sorprese, ecco le foto di ciò che ho trovato nella mia lauta calzina. 


Anche la Befana ha scoperto di avere un'indole poetica e così si è messa a scrivere, armata di un grosso matitone — in modo che si possa scrivere tanto — e del suo banchetto in legno verniciato di verde. Chissà quali storie inventerà! Questo pupazzetto meraviglioso è un dono del mio Principe, che nella scelta dei regali è unico e sempre stupefacente. 


Questa foto non ha bisogno di commenti, vero? Avrò colazioni per un bel po' di mattine. 
Grazie sempre al mio amato Principe, che dentro la calza ci ha messo tutta quanta la fabbrica di cioccolato di Willy Wonka!


E questo... Be', questo amici miei è l'incantevole regalo che la Befana ha portato alla mia sorellina.
Sfogliarlo è un'estasi per gli occhi, la mente e il cuore. Le illustrazioni sono favolose, ti sembra di toccare sul serio i piccoli esseri fatati che abitano la foresta di Brocéliande e che diventano oggetto di studio del professor Aleksandr Bogdanovich, protagonista del libro. Ammiro e stimo i lavori di Benjamin Lacombe, non solo per l'alta professionalità e originalità artistica ma soprattutto per il modo attraverso cui racconta le sue storie, spesso accompagnate da pagine fustellate e colori vivaci, anzi vivi, che ti rapiscono per trascinarti in un mondo di magia e mistero. Ma non preoccupatevi, ve ne parlerò in una videorecensione. Perché sì, l'ho già divorato. 

E voi, cosa vi ha portato la Befana? Fatemelo sapere in un commento. 

1 commento:

Tricheco ha detto...

Mi ha portato il nuovo libro di Melissa Marr edito dalla Fazi, La custode degli spiriti e tante tante tante chicche (pure quest'anno-birbantella-sono riuscita a mangiare il carbone dolce) :D