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domenica 12 novembre 2017

Misteri | #1 “Casa di Foglie”, il libro introvabile di Mark. Z. Danielewski.

~ This is not for you. ~

Osservate bene questa copertina.
Prendetevi tutto il tempo necessario.
Vi dice niente? Sentite per caso qualche rumore provenire dai bassifondi della vostra memoria? Vi è capitato di scorgerlo, tutto spiegazzato e soffocante, tra un volume di Grandi Speranze e una prima edizione de Lo Hobbit – improbabile, ma se doveste avere fortuna sappiate che il suo valore è di 65.420 sterline – su qualche bancarella di qualche mercatino?
Vi prego, fatemi un cenno affermativo, portatemi buone notizie.

DEVO TROVARE QUESTO LIBRO. 

Che poi non capisco. La Mondadori lo stampa nel 2000, raggiunge l'attenzione della critica e dei lettori in modi parecchio vistosi e viene ritirato dal mercato. La Beat lo ristampa nel 2013 e dopo non molto sparisce pure quello. È una maledizione forse?

Chiunque provi a pubblicare il manoscritto si risveglia con le ciocche di capelli annodate alla testiera del letto?

Comunque, si tratta di una di quelle opere definite ergodiche.

“[…]una parola che deriva dal greco ergon che significa “lavoro” e hodos “percorso”: al lettore è richiesto un intervento attivo, uno sforzo fisico nel vero senso della parola per fruire del contenuto.”[Fonte]

Innamorata persa del format attraverso cui la narrazione – una miscellanea di ordine e disordine, normalità e delirio – si dipana, a conquistarmi definitivamente è stata la recensione di una booktuber.



Una storia di mistero, orrore e amori pericolosi, che interagisce con il lettore allestendo uno scenario di enigmi, tranelli, illusioni e terrificanti rivelazioni.

Un libro-labirinto, a metà strada tra horror e thriller psicologico, ma anche un trattato postmoderno di critica letteraria. Johnny Truant è ossessionato da un manoscritto trovato nell'appartamento del vecchio Zampanò, morto da poco. Si tratta dell'analisi e della ricostruzione di un film documentario intitolato "The Navidson Record". In esso un famoso fotografo racconta della sua vita in una misteriosa casa di campagna. Una casa più grande dall'interno che all'esterno, con un muro nel quale compare all'improvviso una porta. Il fotografo, la sua famiglia, i suoi amici si avventurano nei corridoi infiniti che si aprono dietro la soglia, in un crescendo di traversie fisiche e psicologiche, che finiranno per riflettersi anche su chi legge...



Amici lettori, sapete come aiutarmi? Resto in attesa di vostre. 

Nel frattempo, al prossimo mistero. 

2 commenti:

Yuko86 ha detto...

La ristampa della Beat, che io sappia, non è mai arrivata in libreria.
Anch'io lo cerco da tantissimo, in inglese non mi azzardo a comprarlo perché essendo una lettura così complessa temo mi perderei troppe cose.

AnitaBook ha detto...

Yuko! Infatti, anche io non credo di prenderlo in inglese per la complessità “architettonica” del testo. Però che peccato, guarda. Un libro così originale, così innovativo… Stessa storia per “Le mappe dei miei sogni” di Reif Larsen. Mah.
Tu cosa leggi in questo periodo?