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venerdì 18 marzo 2011

Angeli, Zombie e una nuova... Vendetta!


Ecco un post con una carrellata di aggiornamenti vari. Sullo sfondo di un mercato editoriale che impasta pubblicazioni monotematiche - che io leggo con piacere e curiosità - e le lancia come fresbee per essere acchiappate al volo, bisogna saper pretendere il romanzo d'eccellenza o, almeno, la storia capace di sortire effetti galvanizzanti e non soporiferi. E allora non lasciamoci sfuggire l'opportunità e fiondiamoci in libreria per acquistare un titolo fresco di stampa, edito dalla laboriosa e competente Gargoyle: l'horror gotico Vendetta! di Marie Corelli. Il romanzo è uscito il 16 Marzo, in una veste splendidamente raggelante, e non nego di avere il grande desiderio di verificarne il grado di squisitezza. La trama è la seguente: Immaginate che i vostri parenti e amici vi credano morti di colera. Di essere sepolti vivi e di risvegliarvi nella vostra bara. Adesso, immaginate il disperato tentativo di risalire alla luce dagli oscuri meandri della vostra tomba per poi scoprire qualcosa di ancora piu' terribile... Ebbene, questo e' solo l'inizio del capolavoro horror vittoriano di Marie Corelli, Vendetta! Resosi conto di quanto accaduto e scoperta un'atroce verita', il conte Fabio Romani decide di porre in essere la sua vendetta. Irriconoscibile, invecchiato e sfigurato dal colera, il conte assume una nuova identita' e trova il modo di reinserirsi nell'alta societa' di Napoli, riallacciando cosi' sotto mentite spoglie il rapporto con la moglie che lo crede morto. Il tutto per mettere in pratica il suo perverso, diabolico piano di nemesi. Vendetta e' un opera che celebra la follia, l'orrore e la decadenza umana al massimo stadio di degenerazione, e che ha fatto di Marie Corelli la regina del tardo-gotico di eta' vittoriana. Promette davvero bene e, oltretutto, è necessario specificare che si tratta di un grande ritorno. Sì, perché la Gargoyle decide di pubblicarlo dopo 125 anni dalla sua prima comparsa, permettendo all'autrice, forse un po' troppo snobbata dalla critica del tempo, di godersi il suo meritato riscatto.



L'AUTRICE - Nata con il nome di battesimo di Mary Mackay, la Corelli (1855-1924) era la figlia illegittima di Charles Mackay, famoso giornalista, poeta ed autore di canzoni scozzese, e di Mary Elizabeth Mills (probabilmente la sua governante).  Nel 1866 venne inviata in un collegio a Parigi per la sua educazione e fece ritorno in patria quattro anni dopo. All’eta' di trent’anni muto' il suo nome in Corelli, che divenne il suo nome d’arte quando esordi' nel mondo dell’arte come musicista, sostenendo di essere figlia di un conte italiano e di avere vent’anni. Dopo aver abbandonato la musica, inizio' a scrivere pubblicando nel 1886 il suo primo racconto dal titolo 'A Romance of Two Worlds'. Divenne famosa in Inghilterra per tre motivi fondamentali: la Regina Vittoria prediligeva i suoi romanzi e dichiaro' apertamente di attenderne con impazienza l’uscita; la sua personalita' era autenticamente eccentrica e i suoi libri facevano epoca. Fu ammirata da molti personaggi famosi tra cui Gladstone, Lord Randolph Churchill, Re Edoardo VII e la Regina Alexandra. La sua riscoperta rappresenta per Gargoyle motivo di orgoglio, nel quadro di un incessante lavoro di recupero del gotico vittoriano.



Sapete, comincio a temere seriamente per la mia incolumità. I vampiri, oramai, sono stati trasformati in esserini pallidi e smidollati, con gli ormoni sulle montagne russe e i canini smussati. Povero Vlad, la sua progenie non è che stia tenendo alto il nome della famiglia, e poveri tutti coloro che hanno dato origine, attraverso racconti e romanzi, a questo mito di immortale seduzione. Quindi vi domanderete: di chi dovresti avere paura, Anita? Sì, bé, i "bevitori" li temo ancora. Li temo nelle loro personificazioni primordiali, caste e impietose. Tuttavia, miei cari amici lettori, oggi bisognerà iniziare a guardarsi le spalle due volte. Stanno arrivando. Qualcuno deve averli fatti arrabbiare moltissimo e ora ci sbrodoleranno addosso la loro rabbia, risvegliandosi dalle tombe spolpati dai vermi e rantolanti. Loro. Gli Zombie. La Delos Books, infatti, lancia la nuovissima collana Odissea Zombie, che inaugurerà il suo sbarco in libreria con Rot & Ruit di Jonathan Maberry. Un romanzo che vanta una copertina davvero mostruosa che, state bene attenti, potrebbe subire modifiche. Ammetto di non interdermene molto di materia "zombesca" - ho letto pochi libri di questo genere - però dichiaro di esserne intrigata (dove c'è horror, ragionato e sanguinoso al punto giusto, c'è Anita Book). Date un'occhiata alla trama: Il romanzo narra di un complesso rapporto familiare tra Benny Imura, il protagonista quindicenne, e Tom, suo fratello che lo ha allevato e cresciuto. L'America è stata devastata da un'epidemia che ha trasformato la maggior parte della popolazione in morti mangiatori di carne umana e i pochi superstiti sono confinati in enclave in cui il cibo è razionato e i controlli sono maniacali. Benny è un adolescente confuso, che non sa cosa fare della sua vita: i suoi genitori sono divenuti zombies e nel nuovo regime post apocalittico, deve trovare un lavoro se non vuol perdere il diritto alla sopravvivenza. Così, giocoforza deve accompagnare il fratello Tom nel suo incarico di killer di morti viventi.Tom è universalmente amato e rispettato dalla comunità in cui vivono per le sue doti di cacciatore; tuttavia questo è un atteggiamento che Benny non condivide poiché si sente schiacciato da questa figura così importante. Ma nel momento in cui inizia a condividere l'esistenza del fratello, scopre che non tutto è come sembra: che anche tra i cacciatori degli "zombs" ci sono nemici, forse ben peggiori, e che il mondo, al di là delle colline, può nascondere grandi sorprese (fonte qui). Allora, vi stuzzica?


Image of "Jonathan Maberry"
L'AUTORE - Jonathan Maberry è un autore teatrale, scrittore, drammaturgo e insegnante di scrittura creativa. I suoi libri sono stati tradotti in più di dodici paesi. Ha scritto saghe di culto in America. Possiamo indicare la Deep trilogy composta da Ghost road blues, (vincitore del Bram Stoker Award), Dead man song (2007) e Bad Moon rising (2008); la serie di Joe Ledger e l'acclamatissimo Patient zero ( da cui verrà tratta una serie televisiva dalla ABC). Ha pubblicato numerosi saggi sulle figure del paranormal, dai vampiri agli zombies, fino ai Lycan, compreso un ironico saggio intitolato Zombies CSU: forensic of living dead. Ha anche scritto delle graphic novels e sceneggiature per la Marvel comics. La serie di Benny Imura è in testa alle classifiche di vendita del New York Times.



Per finire, una notizia che farà felici tutti i fan. Becca Fitzpatrick, acclamata autrice della saga del Bacio dell'Angelo Caduto (Piemme Freeway), sarà in Italia in occasione della Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna, che si terrà dal 28 al 31 di Marzo. Proprio in virtù della recente pubblicazione del secondo capitolo della serie, Angeli nell'Ombra, sarà data ai lettori la possibilità di un dialogo diretto con l'autrice non solo dal vivo ma anche in rete. Proprio così. Segnatevi questa data: venerdì 25, ore 16.00. Luogo? Facebook. Becca Fitzpatrick risponderà alle vostre domande e curiosità in chat. Becca Fitzpatrich ha una laurea in medicina che però ha subito abbandonato per dedicarsi alla narrativa. Quando non è impegnata a scrivere, fa jogging oppure guarda telefilm polizieschi in Tv. Vive in Colorado. Per la collana Freeway ha già pubblicato il best seller “Il bacio dell’angelo caduto” di cui Angeli nell’ombra è il seguito.


I ROMANZI

Angeli nell'Ombra (Libro Secondo)
Nora avrebbe dovuto sapere che la sua vita non sarebbe stata perfetta. Infatti, non basta una relazione con il proprio angelo custode (che è tutto tranne che angelico) ed essere sopravvissuta a un tentato omicidio per dirsi felice. Patch infatti sembra allontanarsi da lei per avvicinarsi pericolosamente alla sua peggior nemica, Marcie, e il ricordo del padre assassinato senza che venisse mai trovato un colpevole, fa scivolare Nora sempre più nel sospetto verso l’angelo immortale il cui passato è avvolto in un cupo e impenetrabile mistero. La ricerca della verità spinge Nora verso qualcosa che avrebbe preferito ignorare. Di colpo, tutte le sue certezze si dissolvono in un crescendo di tensione, paura, confusione e rabbia. E, a mano a mano che il dubbio si insinua nella sua mente, e il suo cuore si spacca per la gelosia, Nora sembra non riuscire a vedere che il pericolo è sempre in agguato…




Il Bacio dell'Angelo Caduto (Libro Primo).
Nora è una liceale introversa che non ha ancora messo l’amore in cima alla lista delle cose da fare. Almeno finché non incontra Mitch. Lui ha un sorriso irresistibile e un inspiegabile talento per indovinare sempre quello che le passa per la testa. E per quanto si sforzi di negarlo, lei sente che l’attrazione per il compagno di scuola è destinata a crescere. Fino a che punto? Nora non sa in che storia si è cacciata. Non può nemmeno immaginare d’essersi innamorata, ricambiata, di un angelo caduto. Scoprirà presto, però, che per riottenere la sua vera natura, il suo ragazzo deve prenderle la vita. Oppure combattere contro un avversario persino più potente di lui. L’amore può davvero vincere tutto? O farti perdere tutto?








11 commenti:

Wastername ha detto...

Ma Anita, non ti stanchi?
Io sinceramente sono ormai satolla di tutte queste novità editoriali paranormali e pseudo-horror. Trame e ambientazioni fatte con lo stampino, protagonisti stereotipati e senza una minimo di introspezione psicologica, dialoghi inverosimili e imbarazzanti.
A me piace il genere, non fraintendermi, ma di qualità! Ho adorato Dracula, Carmilla, Frankestein, Poe, Lovecraft e Polidori. Ok, vecchia guarda, facile che possano piacere. Ma esistono romanzi "horror" di qualità anche fra autori moderni! Qualche esempio? Rice, Lindqvist, King, Matheson, Hamilton e per gli italiani Barbara Baraldi e Chiara Palazzolo. Ma vi prego, basta con le Stephenie Meyer, basta con le Lara Adrian, le Kresley Cole, le Lisa Jane Smith! Forse l'unica che si salva è Charlaine Harris... e poi e poi!!
Questa non è una polemica, ma sarebbe carino anche se si aprisse un dibattito nel blog.
Anita io ti considero una persona molto intelligente e profonda e francamente mi stupisco quando vai in escandescenza per ogni pubblicazione del genere da la setta dei vampiri, all'accademia dei vampiri, ai diari dei vampiri, a la casa della notte e via dicendo.
Come hai scritto tu, giustamente, con questo andazzo la figura del vampiro arriva a svalutarsi e a diventare assurdamente insopportabile. E la cosa oscena è che questo virus della banalità incontrastata arriva a nuocere anche altre affascinanti figure come gli angeli (tutti disperati, tutti meravigliosi, tutti rinnegati, tutti caduti dal cielo, privi di ali o dannati per l'eternità), gli zombie (è possibile che non ci sia un'idea più originale che riproporre sempre l'ennesima apocalisse Z, con qualche sparuto sopravvissuto umano che tenta invano di districarsi in una massa di non-morti biascianti?) e i lupi mannari (l'ultimo lupo mannaro originale di cui ho letto è stato il professor Lupin di Harry Potter!).
E poi le storie d'amore, per carità. Inverosimili, stucchevoli e stomachevoli. Le vere storie d'amore non sono unicamente quelle fra un fustacchione tenebroso e la figona di turno e l'immortalità del sentimento non si raggiunge con la vita eterna!
Potrei andare avanti all'infinito.. Anita, vorrei solo sapere una tua opinione in merito.

Wastername

AnitaBook ha detto...

Westername,
hai proprio ragione. Questo tuo commento apre una discussione che urge essere affrontata. Sia perché motivo di interessante scambio di opinioni, sia perché processo formativo di maturazione interiore nell'identificazione dei "buoni" romanzi e dei "cattivi". Perché, lo scrive anche King (e se lo scrive lui, non può che essere vero): al mondo esistono scrittori buoni, votati, e scrittori cattivi, gli arrampicatori sugli specchi. Io sono pienamente d'accordo con te ed evidentemente nei miei post condisco la notizia con un entusiasmo che facilita i fraintendimenti. A me piace essere aggiornata, per rispondere anche alle email delle gentilissime case editrici che mi inviano i comunicati stampa con le relative schede di presentazione dei romanzi di prossima uscita. Redigo gli articoli cercando di introdurli a modo mio, di darne un'impostazione personale, e affermare di essere intrigata da una trama o da una copertina chiarisce una reale curiosità che potrebbe smentirne la qualità o confermarla. Tuttavia, mi sto rendendo conto di essere diventata più esigente, negli ultimi periodi. Vorrei tanto che si recuperasse il vecchio modo di scrivere "horror". Intenso e ragionato, diabolico e verosimile. Spaventoso nella sostanza. King è il mio maestro, lo ribadisco ogni volta che ne ho l'opportunità. Ora, per esempio, sono alle prese con "Cujo". Virulento e rapsodico, travolgente anche nei momenti di quiete apparente. La Rice è un'altra incommensurabile risorsa di appagamento sensoriale e creativo. Però la "old version", la stella delle Cronache. Carmilla è uno dei romanzi che mi procurerò. Lovecraft è un visionario da strapazzo. Da brivido come pochi altri. Ho adorato i suoi racconti e a breve mi cimenterò anche con Poe. La Hamilton è la mamma di Anita, la mia amata Anita, e nonostante la piega erotica che hanno preso le sue ultime pubblicazioni per me resterà sempre una scrittrice sublime. Baraldi e Palazzolo, stessa cosa. La trilogia di Mirta/Luna è stata una sorpresa! Un modo di narrare che mi ha subito fatto pensare a King. Periodi brevi, pensieri sciolti, in fuga quasi. Della Baraldi, invece, c'è Lullaby che mi ha stregato cuore e anima. Una vera scossa. Ipnotico, da incubo nel dormiveglia. E poi ce ne sono tanti altri che si potrebbero citare: Stevenson, Shelley, Washington, Gaston, Hugh, Stoker, McCammon, Kim Newman, Westerfeld, Ketchum.
Nulla contro la Meyer, la Smith (che ora non sopporto), la Harris (che è un mito) e tutte le altre. Leggo anche loro, perché è il genere che mi affascina, e quando c'è da apprezzare... apprezzo. Però condivido con te il pensiero, che vuole riferirsi a questi "must" della letteratura gotica/horror per farci capaci di riconoscere le luci e le ombre in questo intrico di corpi, sangue e denti aguzzi.
Grazie infinite, Westername. Spero che anche altri prendano parte a questo dibattito.


Anita

Wastername ha detto...

Grazie a te Anita, per aver risposto così prontamente e così esaustivamente!
Volevo precisare che anche io ho vissuto il tuo stesso percorso: inizialmente ad ogni nuova pubblicazione del genere facevo i salti di gioia, mi fiondavo in libreria e aggiornavo giornalmente la mia lista desideri che era diventata di una lunghezza imbarazzante. Oggi come oggi smanio per alcuni autori, ma i nuovi "casi editoriali" mi fanno un pò storcere il naso. Di Lisa Jane Smith, per esempio, non ho letto quasi nulla, ma per le informazioni che sono riuscita a raccogliere la sua apparizione nelle librerie italiane mi appare palesemente un'operazione commerciale portata a livelli estremi, tanto da arrivare a pubblicare (con l'ausilio di vesti grafiche MOLTO accattivanti) i suoi primi romanzi, quando, francamente, non se ne sentiva la mancanza. Ho seguito con sconcerto la vicenda del suo licenziamento e seguo ancora più basita l'orda di fans sfegatati a cui verrebbe un attacco cardiaco anche nel caso in cui la Newton Compton decidesse di pubblicare l'antologia dei suoi temi di terza elementare, in mancanza di altro materiale.
Quello che mi dispiace è che pubblicazioni di ben altro spessore passino inosservate in questa esondazione di copertine patinate e seducenti. E' per questo che a volte vorrei che i blog come il tuo, Anita, visto che non sono bacheche di annunci pubblicitari, mettessero in evidenza sì le nuove pubblicazioni (anche come "ringraziamento" ai continui aggiornamenti delle case editrici), ma soprattutto che facessero una cernita (ovviamente a discrezione personale) fra i romanzi che DAVVERO meritano un posto nella nostra libreria e quelli di cui non se ne sentirebbe la mancanza.
E poi, diamine, non esistono solo i paranormal romance! Volete la magia? Leggetevi Murakami! Volete l'adrenalina? Prendete in mano King, Lehane o Deaver! Cercate l'originalità? Palahniuk, per citarne uno, è quello che fa per voi! Volete leggere qualcosa di raccapricciante, da far accapponare la pelle? Bene, dimenticatevi gli Edward Cullen e prendete in mano romanzi come "Precious" di Sapphire, gli strazianti racconti di Torey Hayden o, come hai citato tu stessa Anita, "La ragazza della porta accanto" di Ketchum, Libri con la L maiuscola e sopratutto che parlano di storie VERE, strazianti, abominevoli ma VERE.
La cosa che mi lascia più sconcertata è che ogni settimana vengono pubblicati romanzi DAVVERO interessanti e, magari, di qualità, ma che passano in secondo piano rispetto alle Lisa Jane Smith pompate e dopate (passami il termine!) dalle case editrici, il cui scopo è VENDERE. E si sa che il successo spesse volte non è sinonimo di qualità. Per esempio la settimana scorsa è uscito l'ultimo libro di Roberto Saviano. Non ho visto nemmeno post in nessun blog che ne segnalasse la comparsa in libreria. E per fare un esempio meno celebre... questa settimana la Mondadori ha pubblicato un romanzo davvero molto intrigante -a mio parere- "Vieniminelcuore" di Micol Arianna Beltramini, che subito ha destato la mia attenzione, ma che non ho visto citato praticamente da nessuna parte. Ok, magari è una ciofeca tremenda, ma personalmente gli concederei una chance in più rispetto a "Il Vicolo dei Segreti" di Rachel Caine o "Infinity" di Sherrilyn Kenyon, parlando di comparse recentissime. Invece sono molto incuriosita da "La ragazza gigante della contea di Aberdeen" (finalmente qualcosa di originale!) e "Vendetta!" di Marie Corelli, semplicemente per l'epoca in cui questo romanzo, che oggi sembra il più banale fra i banali, è stato scritto!
Insomma, ci sarebbero un sacco di considerazioni da fare e come te Anita spero che molti utenti decidano di partecipare a questo dibattito! Sarebbe interessante e costruttivo per tutti, credo! Intanto ringrazio te per la tua gentilezza.

Wastername

Dave Cappellaio Matto ha detto...

quando si dice essere sintetici o_o

-Vale- ha detto...

ahahah si Dave molto sintetici! XD

Wastername ha detto...

@Dave: almeno per una volta si è introdotto un argomento un pò più articolato del semplice "ammazza che figo questo libro, lo aggiungo alla mia lista desideri".
Se avrai la pazienza di leggere quello che è stato scritto e dire la tua bene, altrimenti... arrivederci.
Con affetto,
Wastername

AnitaBook ha detto...

Invito anche io Dave e Vale a esprimere la loro opinione in merito alla discussione. :)

Dave Cappellaio Matto ha detto...

@Wastername...ho letto ogni parola del dibattito e l'ho trovato davvero molto interessante...ma lasciare un breve ed innocente commento, quasi ironico se vogliamo, non vuol dire non saper apprezzare o non essere abbastanza pazienti da leggere ciò che è stato scritto con tanto interesse e passione quale hai trasmetto con le tue parole...escluso l'ultimo commento """altrimenti arrivederci""".
Con affetto e con serenità
Dave

Wastername ha detto...

@Dave: ti faccio le mie scuse, ho interpretato male il tuo commento. L'avevo preso in maniera "sarcastica" e, sì, pensavo non avessi letto neanche una parola di ciò che avevo scritto limitandoti a giudicare la lunghezza. E' vero, non ho il dono della sintesi, ma è anche una conseguenza del fatto che non voglio essere fraintesa in ciò che scrivo, oltre ovviamente al fatto che la questione mi sta abbastanza a cuore.
Scusa, ancora. Senza rancore!
W.

Dave Cappellaio Matto ha detto...

Waster...non devi scusarti tranquilla,sono io che purtroppo ho il virus incurabile del Cappellaio,che non riesce a stare zitto,anche quando non sa cosa dire.
Comunque credimi, traspare perfettamente in ogni singola parola che hai scritto il tuo amore,il tuo interesse per l'argomernto trattato e per molte altre cose ancora.
Il tuo e quello di Anita è un vero dono...non essere sinteci,con alcune idiozie che scrivo io....(mo partono le sviolinate)...scusa è il virus che parla XD.
Alla prossima
Il Cappellaio piu matto che mai

Wastername ha detto...

No Dave, purtroppo la colpa è mia. Sono così abituata ad essere presa poco sul serio che anche una battuta innocente può farmi scattare come una molla sulla difensiva. Tutto qui.
Ormai ci siamo chiariti e scusati a vicenda, quindi.. amici? :P
W.