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giovedì 1 settembre 2011

Giornata di lutto per i lettori italiani: entra in vigore la Legge Levi e Anita Book dice la sua

27 commenti:

Gloutchov ha detto...

Concordo al 100%.

Giusto una piccola nota: Affermi che la legge Levi serva ad avvantaggiare gli ebook nei confronti dei testi su carta... io ne dubito, visto che il prezzo degli ebook è aggravato dall'IVA al 20% (è considerato software, e non libro), quando invece i libri l'hanno al 4%.

E se il problema fosse solo il supporto, mi ci butterei subito sugli ebook (in realtà già lo faccio) pur di leggere. Ma non mi pare che, in Italia, gli ebook vengano proposti in maniera soddisfacente. Spesso costano quanto i libri cartacei, a volte anche di più (rispetto alle versioni di stampa economica). :(

Chagall ha detto...

Sinceramente non credo ci siano strategie. L'unica efficace ma non realizzabile è quella che tu stessa proponi, ovvero smettere di prendere libri. Ma per fare la differenza dovrebbe essere una cosa davvero di massa. L'intervento di pochi lettori non servirebbe a nulla.
Poi sono d'accordo con Gloutchov. Il mercato degli e-book, almeno con i prezzi che ci sono ora, è una cosa che fa ridere. Costano un paio di euro in meno dei libri cartacei.

Sta di fatto che prima mi potevo prendere due libri, ora uno.
La sensazione è che ci vogliano rimbambire completamente, rendendo qualsiasi intrattenimento che va oltre il grande fratello un lusso.
Triste.
E poi perdonami, gli autori di tutto questo non dicono niente?

AnitaBook ha detto...

Gloutchov, hai ragione. Il mercato degli e-book è un po' una farsa...finora. Da quanto mi è sembrato di capire, credo che grazie a questa legge spingeranno i lettori sul versante digitale con sconti eccezionali e altre promozioni. A mio parere è stato tutto architettato nei minimi dettagli, anche sa da questa parte non sempre la questione appare chiara e onesta. Grazie mille per l'opinione condivisa!

Chagall, me lo chiedo anch'io. Gli autori? Ti quoto in pieno quando affermi che la lettura — come altre poche forme di intrattenimento sano — è costretta a trasformarsi in un privilegio.

Chagall ha detto...

Anita, tempo fa avevo fatto un post. Credo che Amazon sia venuta ad accordi con Mondadori per gli e-book. Gli altri grandi editori si adegueranno. Ma i piccoli? Non sono mica così convinto che questa cosa a medio lungo termine li aiuterà, se davvero ci sarà un passaggio massiccio al digitale.
(senza contare che ho un e-book reader e dubito che tra dieci anni ci sarà una tecnologia compatibile a quella odierna. Dovrò ricomprare tutti i libri? Già adesso vivo nel terrore che mi si rompa privandomi così di molte letture.)
E comunque sì, gli autori? Se ne sono stati tutti zitti. Gli unici che potrebbero fare DAVVERO qualcosa sono loro. Se un autore sa che il suo libro esce al prezzo di copertina super gonfiato di 19 euro e che gli sconti non ci sono più, be', dovrebbe farsi un esamino di coscienza.

Girasonia76 ha detto...

ho letto da più parti che questa legge è stata una legge anti-amazon. Non è stata fatta per tutelare le piccole librerie indipendenti (anche perché non ce lo vedo il governo in carica a prendersi cura di queste...)ma per tutelare le grandi catene, che con l'ingresso di amazon.it nel mercato, si sono viste togliere lo scettro di principali luoghi di acquisto dei libri.
bah, io la protesta nel mio piccolo la faccio.
no more books until 2012

fra & fede ha detto...

Condivido tutta la tua amarezza nei confronti di una politica (lasciando perdere i partiti) che non mi rappresenta e non vedo come possa rappresentare qualcuno..
Vuoi una soluzione? Io la ho, almeno in parte: comprare libri usati. Certo, devi prendere quello che c'è e a volte può capitare di tornare a casa a mani vuote, ma almeno risparmi notevolmente.. Già ultimamente ricorrevo a questa opzione, mi sa che da ora in poi diventerà la mia ancora di salvezza..

Fra

AnitaBook ha detto...

Non dimenticate che questa è sempre la mia opinione. Anch'io sto leggendo di tutto e di più in rete e all'argomento andrebbero dedicate puntate e puntate, non certo solo tre miseri minuti. Ma ci tenevo a esprimere il mio pensiero che ha colto occasione per slanciarsi in uno sfogo generale sulla prospettiva di chi conserva ancora l'amore per la lettura e desidera proteggerlo. Non sarò scesa nel dettaglio, me ne rendo conto, però ho seguito l'istinto.

Io non leggerò mai un e-book. Questo è poco ma sicuro.

Markus ha detto...

Brava Anita! Gli e-book non saranno mai come i VERI libri.

Per quanto riguarda la Legge Levi io propongo questo: visto che tutti ci lamentiamo ma tutti compreremo libri (incluso io) e, soprattutto, visto che nessuno di noi (credo) riuscirà a stare troppo tempo senza acquistare nuovi libri, io dico di non comprare libri per un mese.
Potremo comprare libri quando ci pare ma no in un determinato mese.. Sembra una cosa da niente non spendere 10, 15 o 20 euro in un mese, ma se nessuno lo farà, se TUTTI saremo uniti, qualcosa cambierà...

Questa naturalmente è solo una mia idea!^^

Yuko86 ha detto...

Io invece dico: spremiamoci le meningi e leggiamo in inglese. Il primo libro risulterà difficile, il secondo un po' meno, il terzo ancora meno, finchè alla fine ci sembrerà normale. E con i 19€ di un libro italiano ci compro almeno 3 libri inglesi in paperback su bookdepository.

Markus ha detto...

Io sono indeciso se comprare il my primo libri in lingua.. avrei deciso di prenderne uno poco costoso di 3.88 per 600 pagine circa, giusto per far pratica..

Cmq meglio ancora (per quanto riguarda l'apetto politico): SE - e c'è un se - riusciamo ad arrivare a cinquecentomila persone possiamo richiedere referendum (cosa che potrebbero fare anche cinque Consigli regionali).. in questo caso sì che dovranno abrogarla!
Con i parenti arriviamo? Io credo proprio di sì!!

Charlie. ha detto...

Io sono d'accordo con Yuko. Leggere in inglese in questo momento sembra la nostra unica ancora di salvezza e c'è anche il vantaggio di migliorare la padronanza della lingua.
Anche l'idea di fare un mese di sciopero di libri è buona, ma ricordiamoci che se decidiamo di farlo dovremo essere tutti uniti e organizzarci al meglio.

Markus ha detto...

Su facebook si sta parlando del referendum.. trovate tutto un intero discorso sull'evento SCIOPERO DEGLI ACQUISTI - Protesta contro Legge Levi!! Dateci un'occhiata

Dave Cappellaio Matto ha detto...

Leggo di scioperi sull'acquisto di libri per i prossimi mesi,certo sarebbe la risposta piu istintiva figlia del nervosismo generale,che causerebbe a mio parere danni sia a noi lettori che a tutto il mondo dell'editoria...ammesso che si riesca ad organizzare uno sciopero di massa a livello Nazionale,per un così lungo periodo(ne dubito fortemente).Anche raccogliere firme regione per regione d'avanti tutte le piu grandi librerie delle nostre città sarebbe un idea,ma nel contempo anche (e sopratutto) autori accompagnati da centinaia di lettori e studenti dovrebbero far sentire la loro voce sotto le finestre dei grandi palazzi istituziuonali.Dobbiamo iniziare a far muovere qualcosa e in fretta

Narratore ha detto...

Sante parole!
Sono un lettore "forte", come si dice in genere, di quelli che si propinano, fra digitale e cartaceo, quasi sei, sette libri al mese (fra lavoro e altro di più non riesco).
Non so quanto questa legge modificherà davvero il mercato, perché se da un lato i prezzi subiranno un adeguamento, bisogna ammettere che chi, come me, legge, continuerà a farlo.
Vero che spesso acquisto libri usati, accontentandomi come dice fra & fede, ma a volte mi concedo anche il lusso di qualcosa di nuovo.

Un referendum... bella idea. Ma in quanti andrebbero davvero a votarlo? Il problema non è raccogliere le firme, manovra direi fattibilissima. Il problema è far capire alla gente che non legge, o che lo fa saltuariamente, quanto questa legge sia dannosa.
Va bé, questa è solo un'opinione in mezzo a tante, quindi lascia il tempo che trova.
Ciao Anita, ottimo post.

Markus ha detto...

QUALCOSA, qualsiasi cosa, la dobbiamo fare però. Se non ci va bene non dobbiamo arrenderci a dire: Belle idee, ma non funzionerà - Belle idee, ma sarà inutile.
L'unico problema sarebbe proprio, come dice Narratore, non farlo firmare ma farlo VOTARE il referendum..
Riusciamo a fare davvero qualcosa?
Per quanto riguarda gli scioperi di acquisti dovrebbero servire a far smuovere le piccole, le grandi e le librerie digitali. Far ribellare anche loro contro 'sta legge.. per accrescere i numeri i votanti al referendum se un giorno si farà.
Sono tutte idee stupende.. perché non attuarle TUTTE?!
1) Non comprare libri per un mese
2) Comprarli (in caso non riusciamo proprio più a vivere ^^) in lingua inglese.. DA AMAZON.COM
3) Andare alla vecchia e cara biblioteca (per chi non sa leggere in lingua)
4) Raccogliere firme.

Sono già quattro idee.. e chi più ne ha più ne metta!!

Jennifer ha detto...

Concordo in pieno con tutti voi.
Si deve fare qualcosa e non solo brontolare. Siamo noi lettori che alimentiamo l'editoria e siamo sempre noi a dover opporci a questa ingiusta legge. Da parte mia non comprerò libri in lingua ma mi butterò sull'usato e sulle biblioteche.
Sicuramente fino all'anno prossimo non spenderò un centesimo per i libri. Non solo per protesta ma anche perchè ne ho presi un bel po' recentemente, approfittando dei super sconti.
Come ha detto Markus, perchè non attuare tutte le varie idee per contrastare questa legge?
Non comprare libri per un mese, più che giusto, ma perchè limitarsi ad un mese? Perchè non fare "sciopero d'acquisto libri" più volte l'anno? E soprattutto evitare acquisti libreschi a Natale, dato che non sono autorizzati sconti....lo so sarà difficile ma credo che rovinando il giro d'affari che c'è in quel periodo ci si faccia sentire notevolmente.

Anonimo ha detto...

Su diversi altri blog ho letto che i lettori forti in Italia sono solo il 9%, ma questi generano il 57% del fatturato sui libri. Mi limito a citare la fonte seguente:

http://blog.libero.it/angolodijane/10564923.html

Di conseguenza, ho deciso di non comprare più libri in lingua italiana a prezzo pieno per un bel po' (eccezion fatta per Blue, lo ammetto) e vedere che succede... Sembra che altri vogliano provare a perseguire questa via. Confesso di essere tra le fortunate che legge in inglese facilmente, quindi sono avvantaggiata. Per chi lo trova ostico, consiglio di provare a buttarsi sull'usato, le biblioteche, le edizioni economiche in brossura... Amazon.it ha anche dato il via a Market Place, per cui l'usato ora si può vendere anche direttamente dal suo sito.

Forza, coraggio e non perdiamoci d'animo,
Ludo.

AnitaBook ha detto...

Grazie a tutti per aver messo in comunione le vostre considerazioni. È vero, bisogna assolutamente fare qualcosa! Avete tutti quanti ragione e credo anch'io che prima di ogni cosa sia importante trasmettere alla gente — specialmente a chi non ama leggere — il disagio verso cui andiamo incontro a causa di questo provvedimento. Ludo, ottima segnalazione! Mi manterrò su questa linea di pensiero: niente libri in italiano, per il momento, ma solo in lingua. Che poi è ciò che propone anche Yuko.

SiMo85 ha detto...

ATTENZIONE commento lunghiiiissimo!! Però mi farebbe piacere confrontarmi con voi su alcuni punti.

Ho appena terminato di leggermi il testo della legge (molto breve peraltro, si può trovare qui: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlmess&leg=16&id=608899) e mi sono contemporaneamente letta anche la vecchia legge sui prezzi dei libri, rimpiazzata adesso dalla Levi (http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2001-03-07;62$art11). Adesso ho un dubbio immenso, enorme: ma se come dice il comma 1 di tutte e due le leggi, "il prezzo al consumatore finale dei libri venduti sul territorio nazionale e' liberamente fissato dall'editore o dall'importatore" perchè non diminuisce il prezzo del libro all'origine?

Perchè da quanto ho capito io, non ci sono moltissime differenze tra la legge nuova e quella vecchia: con vecchia legge, normalmente i libri potevano essere venduti ad un prezzo (comma 2)"diminuito di una percentuale non superiore al 10% di quello fissato ai sensi del comma 1 (ovvero dall'editore/importatore)". Ora diventa il 15%. Per le biblioteche, la vecchia legge permetteva (comma 4) la vendita dei libri "ad un prezzo effettivo che può oscillare tra l'80 e il 100 per cento". Significa massimo il 20% di sconto, giusto? Come con la nuova legge, quindi non cambia nulla. La prima differenza è che, come è scritto sempre al comma 4, prima la vendita per corrispondenza poteva avere lo sconto del 20% come le biblioteche, ora non più. In realtà, la differenza fondamentale è che se prima erano ammessi tutti i periodi promozionali che i negozi reali o virtuali volevano (al comma 4 della vecchia legge c'è un riferimento all'articolo 15 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 dove si spiega che le vendite promozionali possono essere fatte dal venditore per tutti i prodotti e per periodi limitati di tempo, ma non specifica quante volte in un anno io posso ripetere la promozione!), adesso invece la legge Levi dice che, a parte il mese di dicembre (e questo si, mi da fastidio, perchè lo fanno apposta nel periodo di Natale!!!) "agli editori è consentita la possibilità di realizzare campagne promozionali distinte tra loro, non reiterabili nel corso dell’anno solare e di durata non superiore a un mese, con sconti sul prezzo fissato ai sensi del comma 1 che eccedano il limite indicato al comma 2 purchè non superiori a un quarto del prezzo fissato ai sensi del predetto comma 1". Le promozioni quindi possono esserci, ma devono essere diverse e max del 25%.

E io mi chiedo: se prima gli editori potevano permettersi di farci pagare 15 euro tutto l'anno (promozione dopo promozione) un libro che costava "di copertina" 20 euro, significa che evidentemente avevano comunque un margine ampissimo di guadagno. Perchè adesso non possono semplicemente portare direttamente a 15 euro il prezzo di copertina? Mi sembra un po' il giochino dei 0,99 centesimi che sembrano meno di 1 euro, perchè probabilmente la gente compra tutto ciò che ha scritto sopra "sconto" senza farsi venire dei dubbi.

Per riassumere il poema (mi scuso, ma vorrei dei pareri, perchè sono abbastanza perplessa), a quanto mi pare di capire, tutto sta a quanto gli editori tengono alti i prezzi ed è una scelta solo loro.

Silvia_leggiamo ha detto...

Premetto che anch'io non leggerò MAI un ebook. Non che non ci abbia provato, ma non ce la faccio, è più forte di me! Penso che anche il libro più bello non riuscirei ad apprezzarlo. Dov'è la magia della carta e dell'inchiostro?
Detto questo... credo che noi per questa legge possiamo farci ben poco se non esprimere in massa il nostro dissenso. Magari un bel banner di protesta da mettere nei blog/siti/forum, in firma e anche sulla maglietta XXD così quando esco lo sanno tutti!
Chi ci può aiutare sono solo le case editrici. In tante hanno prezzi abbordabili per edizioni molto ben rifinite, altre invece sfiorano i 20 euro. Altrimenti resta il caro vecchio usato da cui io mi sono sempre rifornita e da cui tornerò ben volentieri!

Brina ha detto...

Non mi dilungo in commenti e disquisizioni. Dico solo brava Anita, belle parole.

Anonimo ha detto...

Mi intrometto di nuovo. Leggendo i vari commenti, ho notato che molti sono rimasti intrigati dal tema dei viaggi nel tempo della saga della Gier. Contrariamente a quanto mi pare si creda, esistono altre pubblicazioni interessanti in questo senso. Avete mai provato a leggere la serie di Gideon il tagliaborse di Linda Buckley-Archer?

Si tratta di una trilogia idealmente rivolta ai bambini/ragazzini e ha poco delle caratteristiche tipiche degli YA. Sotto certi aspetti è un prodotto migliore di quello della Gier (e non sto facendo polemica): è letterariamente più ricco d'azione, caratterizzazione e precisione nell'ambientazione storica, ha anche una struttura un po' più complessa dal punto di vista narrativo, della costruzione dell'intreccio. Per contro si discosta, appunto, dalla scrittura sempre estremamente scorrevole, dall'impianto tendenzialmente lineare e dalla narrazione in prima persona che sono diventati punti forti della letteratura young adult.

Consiglio per lo meno i primi due volumi (il terzo devo ancora leggerlo) a chi è rimasto coinvolto dalla narrativa sui viaggi nel tempo. Magari, però, andate a cercarli in biblioteca o fateveli prestare... tanto per andare sul sicuro.

Ludo.

Anonimo ha detto...

Scusate, volevo inserire il commento nel post su Blue.
Ludo.

Livia ha detto...

Anita, a mio avviso sbagli bersaglio. Il problema fondamentale della Legge Levi (e del pensiero di una buona parte dei suoi sostenitori) è che cerca di mettere le pezze a un'industria morente e in forte crisi (l'editoria e soprattutto l'editoria cartacea) senza invece dare alcuno stimolo alla trasformazione e all'innovazione. Gli ebook non rientrano perché per ora sono ancora considerati software (e da qui l'iva al 20%) e gli introiti generati in questo Paese non hanno ancora spaventato abbastanza gli editori. Ancora, proprio per le vendite ridotte, davvero pochi bookstore online possono permettersi sconti superiori a quelli del 15% (quando gli sconti sono presenti), quindi difficile pensare a promozioni incredibili su questo versante d'ora in poi.

Che poi il margine consentito di sconto (alla fine, le campagne degli editori continueranno ad avere il 25%) finisca per proteggere non tanto le piccole librerie e i piccoli editori, quanto i grandi gruppi editoriali e le catene di loro proprietà dai colossi come Amazon è un altro conto.

Vorrei aggiungere anche che l'idea che l'industria libraria vada protetta dal cambiamento a tutti i costi è la stessa che ha animato e che tuttora anima tutti quegli articoli e quelle chiacchiere da salotto sulla sacralità e l'insostitutibilità del libro di carta, articoli e chiacchiere che sono stati assorbiti tanto bene che pure i ragazzi di 20 anni come me e te, che probabilmente non hanno mai veramente toccato un libro cucito (e non incollato), fatto con carta e inchiostro di qualità (e che intanto collezionano carta su carta che nel giro di 10 anni diventerà puzzolente e illeggibile), a remare fortemente contro gli ebook parlando del fatto che be', l'odore della carta -- come farne a meno?

Si fanno molti discorsi in rete a questo proposito, ma per farsi un'opinione informata consiglio vivamente di leggere le discussioni (pro e contro la legge) su leggesulprezzodellibro.wordpress.com (il blog dei Mulini a Vento), oppure quelle in tema su Finzioni Magazine. ;)

lettore ha detto...

@ Livia: credo che invece sia il tuo discorso ad essere completamente fuori binario. Per molti lettori, me compreso, il libro cartaceo sta all'e-book come un bel piatto di pasta ad una polverina liofilizzata che contiene le stesse sostanze e in eguale quantità. Allo stesso modo di come io voglio continuare mangiare sentendo odore, gusto e consistenza del cibo, io voglio continuare a leggere sulla carta. Che ti piaccia o non ti piaccia per me è così, è un fatto e non chiacchera da salotto.
Riguardo poi alla presunta scarsa conservabilità della carta potremmo sempre tornare alle tavolette di terracotta, o a leggere libri incisi su lapidi di marmo. Perchè la durata della carta, di qualsiasi tipo sia, è di gran lunga superiore a quella di qualunque supporto informatico
E' invece secondo me evidente il tentativo di volere trasformare il libro un oggetto di lusso, in preziose rilegature, da esibire agli altri, anzichè farne oggetto di lettura: tanto per noi "caciottari" ci avete preparato gli e-book.
Sottoscrivo invece in pieno quello che ha detto Anita che ha capito benissimo come molti lettori quanto questa legge sia stupida.
Io per quanto mi riguarda continuerò a servirmi su Amazon che finora mi ha sempre fornito un servizio incomparabilmente superiore rispetto a qualsiasi libreria, sia in termini di ricchezza di catalogo che di affidabilità e puntualità.

lettore ha detto...

* Il "ci avete preparato" è riferito a editori e rivenditori, non a Livia

Anonimo ha detto...

Agli inizi del mese tutti ne parlavano, adesso un po' meno, ma non per questo il problema non c'è o non ci sta a cuore.
Nel mio piccolo protesto

http://leggiamo.splinder.com/post/25566952/legge-levi-esprimiamo-in-nostro-dissenso

Silvia