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venerdì 9 dicembre 2011

Per raccontare servono emozioni e io ne ho collezionate un po'

Jj mi scrive nella chatbox (perché la leggo ogni giorno) "Ani, nuovi post?". Nuovi post. 
Alle volte succedono tante di quelle cose, tutte quante insieme, che non si sa da dove iniziare. Né quali parole usare. Ci sentiamo quasi inadeguati e preferiamo ragionarci su, interiorizzare e poi tornare a parlarci dopo un paio di giorni. D'accordo, io ho aspettato una settimana intera ma non è che cambi qualcosa. Il succo rimane lo stesso. Ci si deve rendere conto, prima, altrimenti il resoconto che ne viene fuori è un treno deragliante che sta per schiantarsi contro un muro di perplessità. Perciò, eccovi un nuovo post.
 
Si dice che le letture vadano ad umore, giusto? In questo periodo ci sto abbinando la Kinsella, al mio stato d'animo. Dolce, frizzante, ironica. Sono arrivata a considerarla una sorta di integratore energetico da consumare prima dei pasti (e durante e anche dopo, se necessario). Rilassa i nervi tesi e strappa un bel po' di risate. Insomma, l'ideale per ritornare a convincersi che la realtà è fatta anche di ottimismo. Ho ri-letto "La ragazza fantasma", "I love shopping a New York" e ora mi sto spanciando con "Ho il tuo numero". Sono contenta di averle concesso una possibilità. All'inizio, quando scoppiò il boom della serie "I love shopping", non ero per niente attratta dalla sua narrativa chick lit; poi, a distanza di tempo, ho deciso di provare a sondare il terreno e... be', oggi è la mia medicina contro il malumore (ma soprattutto contro il mal di cuore). Vi commenterò per bene in delle video-recensioni apposite. Non so quando, spero entro la fine dell'anno, ma lo farò. 

Ascolto tanta musica nostalgica, tipo quelle che si eseguono ai matrimoni americani (se mai dovessi sposarmi, un giorno, avrei già la playlist pronta). Ora, tanto per tenervi aggiornati e condividere con voi le emozioni che attraversano questo mio cuoricino tormentato, vi faccio ascoltare la "number one" di questa settimana: You are so beautiful. Cantata originariamente da Joe Cocker (sì, quello dello strip-tease) e poi ri-arrangiata da musicisti e autori vari. La mia versione preferita è di Brian Kennedy



Sono stata contattata per un progetto editoriale intrigante a cui ho risposto con un "sì". Non posso scendere nei particolari per non rischiare di venire "esclusa dal gioco", però sappiate che mi sto divertendo molto e che verso gennaio/febbraio saprete anche voi di cosa si tratta. Solo questo posso rivelarvi: partecipo con un racconto. 

I libri che allietano il mio animo in questo periodo. Alcune trame potranno suonarvi analoghe, ma che ci volete fare. Ho voglia di storie romantiche, intense, gustose e divertenti. Anzi, se avete da consigliarmene... fate pure.  

I piaceri intimi del cioccolato di Frances & Ginger Park
Un giorno senza cioccolato è un giorno perso. Sin da bambine questa è stata la massima di Ginger e Frances, nate sotto la costellazione più affollata di tutte: quella delle cioccolato-centriche. Cresciute cuocendo dolcetti al cacao nel Dolce Forno e ascoltando i racconti della mamma, che per vincere la paura durante i bombardamenti nel suo paese, la Corea, mangiava tavolette in carta argentata, per loro il cioccolato è come la colonna sonora in un film. Carezza nei momenti tristi, ricompensa per i successi, afrodisiaco per l'amore, tonico per lo spirito. Per questo, poco più che ventenni, decidono di aprire a Washington un piccolo negozio dedicato fin dall'insegna al loro cibo preferito: Chocolate Chocolate. In breve, il negozio diventa un paradiso per una clientela affezionata in cerca di piccoli piaceri. Tanto che, tra bancone e scaffali, spunta persino un Angolo delle Confidenze, dove nascono amicizie e si confidano segreti. Tra i clienti, c'è la Bella del Sud, che quando arriva porta il sole, il Dottor Zivago, di origini russe, che sembra uscito da un romanzo di Tolstoj. E l'esplosiva Gypsy Bess, esuberante coi suoi orecchini ad anello e gli abiti svolazzanti, femminista convinta e migliore amica di Ginger. Amori, delusioni, bambini in arrivo, clienti che se ne vanno e altri che arrivano con nuove storie da raccontare, la vita di Ginger e Frances scorre tra gli effluvi corroboranti e curativi del cioccolato. E se le cose si mettono male, come a volte capita, basta prendere un Tartufo...

Una montagna di briciole di Elena Gorokhova
Per ingannare la fame dei suoi figli, nel periodo della Grande Carestia, la nonna di Elena ha inventato un gioco: se i bambini si lamentano perché da mangiare c'è solo una zolletta di zucchero e una fettina di pane, la nonna li sbriciola nel piatto, trasformandoli in "una montagna di pane e di zucchero". Quel gioco diventa l'emblema della sua infanzia e della sua giovinezza, nella Russia degli anni '60 e '70. Elena cresce in una famiglia come tante. Un padre membro del Partito. Una madre che "è nata insieme all'Unione Sovietica", ha visto due guerre e insegna Anatomia all'Università di Leningrado. Una donna concreta, ruvida, ossessionata dall'ordine e protettiva in modo asfissiante, proprio come il suo paese. A dieci anni, Lena sente per la prima volta parlare in inglese e si innamora di quella lingua. Decide di cominciare a studiarla prendendo lezioni che ufficialmente sono proibite - nella speranza che le apra le porte verso un futuro migliore. Fino a quando, ottenendo un visto matrimoniale, non riuscirà a uscire dal paese e a trasferirsi in America, facendo precipitare sua madre nella più profonda disperazione.

Il principe azzurro è un bastardo di Roman M. Koidl
Mesi, magari anni, di cene a due, sesso bollente, spazzolini da denti dimenticati nel suo bagno, ma alla richiesta di una relazione più impegnata parte il solito ritornello: "Non sono ancora pronto". Oppure lo psicologico "Ho avuto una delusione da piccolo e non riesco ad avere legami stabili". Per non parlare del "Non riesco a chiamarti, sono fuori per lavoro" e del subdolo "Con mia moglie non ci intendiamo più". Parliamoci chiaro: anche concedendo una percentuale di buona fede - un dieci per cento per stare larghi - suonano tutte per quello che sono. Balle. E la cosa bella è che le donne ci cascano. Anzi, pur di crederci si inventano spiegazioni intricatissime, che neanche il cubo di Rubick. Accade così che donne affascinanti, intelligenti, realizzate sul lavoro, e più astute di una volpe nel fiutare un affare, si lascino abbindolare dai trucchetti del bastardo di turno. Per poi trovarsi un giorno abbandonate e umiliate. E pronte a ricominciare daccapo. Rompere questo circolo vizioso si può. Sfruttando uno degli aspetti più noti degli uomini: il fatto che sono scontati. Dicono tutti le stesse cose, fanno tutti le stesse cose. Sarà un luogo comune, ma intanto serve a incasellarli in alcune comode categorie: quella degli eterni indecisi, degli uomini da salvare, degli sposati. O ancora nelle due pericolosissime dei seriali e dei sadici. E la catalogazione si può, anzi si deve, fare subito, all'inizio della relazione, perché anche in amore il buongiorno si vede dal mattino...

Le brave ragazze combinano guai di Polly Williams
La sua vita sembra perfetta: una famiglia unita e affettuosa, un lavoro per una rivista di moda di successo e un fidanzato stupendo, Nick, con cui convive. Annie ha lavorato duro per arrivare a questo punto. Se in ufficio le affidano un compito, lo svolge con puntualità ed efficienza. Se sua sorella Georgia, in procinto di sposarsi, ha bisogno di lei, non si tira indietro. E se ha il tremendo sospetto che in questo quadro idilliaco ci sia qualche sbavatura? Be', fa finta di niente. Ma, qua e là, nella sua esistenza meticolosamente organizzata, le crepe si allargano. I genitori sono costretti a vendere la casa per problemi economici. Il futuro marito di Georgia ha una crisi di panico prematrimoniale. E in più ci si mette anche Nick, che decide di licenziarsi per "ritrovare se stesso" e inseguire il sogno di fare il dj. Annie si ritrova a pagare i conti per tutti e due e scopre ben presto che avere un fidanzato a carico che passa gran parte delle giornate sul divano non le piace poi così tanto. Si getta perciò nel lavoro, dove nel frattempo è stata assunta una nuova persona, Don. È rude, pieno di sé ed è pure il suo capo, ma neanche a farlo apposta esercita su di lei una strana attrazione. Lottando contro pensieri che non si addicono certo a una brava ragazza e che la spingono in una direzione che non promette altro che guai, Annie capirà che a volte bisogna perdere tutto per riuscire a capire ciò che si vuole davvero.

Amore e ritorno di Emily Griffin
La vita di Ellen non sembra perfetta, lo è senza ombra di dubbio. Trentatré anni, fotografa, è sposata con Andy, l'uomo che ama e che sa sempre tirare fuori il meglio di lei. Tutto fila a meraviglia fino a quando, un giorno, Ellen incontra Leo. Leo, il perfido ma irresistibile rubacuori che non vedeva da otto anni. Leo, l'uomo che riusciva sempre a tirare fuori il peggio di lei e che, dopo una lunga e appassionata relazione, l'aveva lasciata senza una parola. Leo, l'ex con la E maiuscola, che ovviamente Ellen non ha mai dimenticato. Succede a New York, in un piovoso pomeriggio di gennaio. Due ombrelli che si incrociano per strada. Due persone che si salutano frettolosamente. Niente di più. Ma quell'incontro scatena in Ellen un fiume di emozioni sopite. Quando, poco dopo, Leo decide di rifarsi vivo e in più Andy deve trasferirsi per lavoro ad Atlanta, Ellen comincia a farsi la fatidica domanda: "E se avessi sbagliato tutto?".


Vorrei che fosse amore di Julie Buxbaum
Sulla carta, la vita di Emily Haxby è perfetta. A soli ventinove anni è un avvocato di successo in uno dei più grossi studi legali di New York, vive in un loft nel Village e ha un fidanzato stupendo, Andrew. E dire che, due anni prima, quando aveva acconsentito ad andare a un temibilissimo appuntamento al buio organizzato da amici, Emily non aveva alcun desiderio di innamorarsi. I flirt non le erano mai mancati e fino a quel momento si era convinta di poter bastare a se stessa; fino a quel momento, perché dopo aver conosciuto quel ragazzo simpatico e brillante, bello ma non in modo terrorizzante, le sue prospettive erano decisamente cambiate. Quando però, dopo mesi di puro amore, sesso e complicità, Andrew è sul punto di farle la fatidica domanda, l'incanto si spezza. Emily non si sente pronta e si convince che quel passo equivalga a dire addio alla felicità. Perché niente dura in eterno, neppure i legami più forti: una dura verità che ha imparato a proprie spese da giovanissima, alla morte della madre. Così, in preda all'ansia, in una giornata di pioggia Emily pone fine alla storia più importante della sua vita.

La biblioteca dei miei sogni di Julie Highmore
Un giovane papà alle prese con una noiosissima tesi di laurea; una commerciante in via di fallimento; una bella ragazza col morale a terra per via dell'amante sposato; un quasi-pensionato quasi-sfrattato dalla moglie; una mamma stanca di nutrire i figli e bisognosa di nutrire la propria mente: per tutti costoro, trascorrere gualche serata fuori casa non può essere che salutare. La biblioteca comunale promuove un circolo di lettura, ed ecco che un eterogeneo gruppo di "personaggi in cerca di svago" si trasforma in un'improbabile, ma meravigliosa comunità. Con straordinaria leggerezza e humour, Julie Highmore intreccia una commedia su uomini e donne appassionati di libri e protagonisti del guotidiano, dove il circolo letterario diventa la vera alternativa alla terapia di gruppo e dove la vita di ciascuno risulta essere molto meglio di un film.

Amore è una parola di Claire Calman
Laura ha trentatré anni e una convinzione: basta con quella parola che comincia per "A". Per quella semplice parola di cinque lettere ha già sofferto troppo, e non è disposta a sentirla o a pronunciarla una volta di più. Così quando lascia Londra per cambiare città e lavoro, comincia la sua nuova vita con quest'unico e fermo proposito. E niente potrà dissuaderla. O almeno, così crede...


7 commenti:

JJ ha detto...

Ciao Any, io non volevo essere assolutamente pedante o ossessiva... è solo che avevi promesso post in giornata e non li ho visti così mi sono un pò preoccupata :( Avevo voglia di leggerti :)
Bacioni, sei grande :)

AnitaBook ha detto...

Jj, ma scherzi? Non sei stata affatto pedante o ossessiva. Ti ho citata perché il post ha preso spunto proprio dal tuo mex in chatbox. Mi faceva piacere introdurlo così. :D
Un bacione gigantesco,
Anita

Anonimo ha detto...

Oh Any, anche tu?? Io ormai sono due settimane che sono DISPERATA, la causa? L'Amore.
Ovviamente non posso sapere cosa ti tormenta così tanto, ma se hai consigli su come sistemare un cuore spezzato, io sono qui e li accetto tutti.
Lasciata dopo 3 anni con un tremendo "non ti amo più!". Quanto ci si fa male ad amare?
Non so veramente più dove sbattere la testa.
Troppo male per un piccolo cuore, ragazzi!

Camy & her brokenheart :(

P.s. io non riesco più a leggere nulla!

Dave Cappellaio Matto ha detto...

Strano come una persona possa far barcollare sino a volte distruggere l'intero equilibrio della nostra vita...è tremendamente ingiusto ... io a volte vorrei prendere a schiaffi il mio cuore o la mia testa pacata.
Un infinità di stati d'animo non fanno altro che tuffarsi dentro di noi,senza un ordine preciso,senza riuscire ad impedirglielo,lo fanno e basta...rabbia,gioia,smarrimento,sconforto,speranza,poi di nuovo gioia...mettere ordine dentro di noi è impossibile credimi...ma non puoi certo che questo fardello che ci portiamo dentro per quanto possa essere pesante,ci metta in ginocchio...si continua a camminare,con piu stanchezza nelle gambe magari,ma si continua...ci sono ancora mille strade da percorrere...mille sguardi da incrociare e talmente tante di quelle emozioni da vivere sulla nostra pelle,che sarebbe un vero spreco lasciarle li ad aspettare.

Sicuramente sono parole che non servono a nulla le mie...senza alcun senso logico...ma ditemi voi cosa c'è di logico nell'amore e tutto ciò che porta.

Anonimo ha detto...

Dave, hai proprio ragione. Però serve tempo per metabolizzare e per elaborare il tutto, sia al cuore che alla mente.
mi è piaciuta moltissimo la tua ultima frase, è senza alcun dubbio vera! :)

Camy

Serena ha detto...

Ci sono dei periodi in cui anche io inizio a leggere storie d'amore e non la finisco più!Servono questi periodi..l'amore cambia ogni cosa..sia in bene che in male..spero che i tuoi pensieri non siano negativi..

AnitaBook ha detto...

Oh... I vostri commenti mi hanno fatto sospirare. Un po' trasognata e un po' malinconica. Avete ragione. L'amore cambia, investe e stravolge. Nel bene e nel male, nella sofferenza e nella felicità. Non si è più come prima. :)