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sabato 4 agosto 2012

Tornerò ancora. Tornerò sempre.

Una settimana e più di assenza sul blog. Mi è pesata. Tanto. Quest'estate si sta rivelando piena di sorprese, non l'ho mai vissuta così intensamente, e tutte le emozioni che hanno inondato il mio cuore mi hanno fatto perdere la cognizione del tempo e dello spazio (e persino della gravità, diciamolo). Ma Anita Book, come ormai ben saprete, non vi abbandona mai. Perciò, eccomi qui, pronta ad aggiornarvi. Vorrei tanto poter avere la capacità di riassumervi ciò che mi sta succedendo, ma poi rifletto sul fatto che forse di certe esperienze, di certi momenti, di certe suggestioni è bene essere gelosi e possessivi, così li ripongo nel cassetto personale delle memorie, lì dove custodisco tutti i miei istanti di vita indimenticabili, e attendo che maturino quel che basta per poterli raccontare e condividere col mondo intero. Oggi vi descrivo la mia mattinata. Ve l'avevo detto che è da un paio di mesi oramai che non metto piede in libreria? Mi sa di sì. Nel caso contrario, ora ve l'ho detto. Chi mi segue da tempo, chi ha imparato a conoscermi, lo sa: sono una lettrice compulsiva, la mia è una delle forme più gravi di questa "patologia", e quando visito una "casa dei libri", quando mi fermo anche solo a contemplarne le vetrine, i miei occhi si velano di incanto e nel mio petto parte un'orchestra di sensazioni travolgenti la cui sinfonia mi ipnotizza. Sono sicura che molti di voi mi capiranno. Che molti di voi staranno sorridendo o annuendo con la testa. O magari staranno voltando lo sguardo in direzione dell'enorme libreria che regna incontrastata nella camera, dove sono ordinati i vostri amati "amici di carta e di inchiostro". Lo so. Succede a chi non può farne a meno, ai portatori di questo salutare e meraviglioso "virus", a chi vive di sogni, a chi fabbrica desideri per sé e per gli altri, a chi non si stanca di credere nell'impossibile e a chi riesce a percepire la magia che ci circonda e che plasma tutte le cose. Non è facile resistere al richiamo. I libri hanno una voce squillante e conoscono i modi e le parole giuste per essere abbastanza persuasivi e convincerti, così, a cedere alla tentazione. E in fondo anche tu vuoi che accada. Perché la storia dell'astinenza e del fioretto non è altro che una presa in giro, un gioco utile solo a ingannare te stessa; la verità è che perderai sempre e che non esiste metodo, antidoto, cura per evitare che i sintomi si ripresentino. La ricaduta è assicurata. La mia, per esempio, è avvenuta stamattina. Passeggiata al centro commerciale. Entro a testa alta, decisa a non lasciarmi distrarre da niente, ma ad un certo punto lo sento. Odo come un canto nella mia testa. Una scia di voci sussurrate, talmente dolci e struggenti da arrestare il mio passo. Con la mano stringo forte la tracolla della borsetta. Strizzo gli occhi, mi ripeto che non devo ascoltarle, che non posso... Invece alla fine sventolo bandiera bianca. Un sospiro mi sfugge dalle labbra, e subito dopo affiora un sorriso. Un sorriso traditore, di trionfo... di felicità. Eccoli lì. I miei cari libri. Coricati, ritti e impettiti, impilati con cura oppure sparpagliati a fare la lotta. «Oh, quanto ci sei mancata!» strepitano. «Ti prego non andare più via. Non dimenticarti più di noi». La mia mano ne accarezza le copertine. Ah, che magnifica sensazione. Come... come sentirsi a casa. Le loro risate festose mi accendono lo sguardo di euforia, scardinano le porte del cuore. «Portaci con te, portaci con te!» gridano tutti insieme. «Come vorrei...» mormoro. Ma so che non posso. Né ora, né mai. Ne prendo uno, poi un altro, poi un altro ancora. Me li stringo al petto, ne leggo ad alta voce le prime righe. «È il massimo che posso fare, amici» bisbiglio affranta. «Mancate anche a me. Voi, però, sappiate che vi amo esattamente come prima. Anzi, anche di più. Continuate a difendere la vostra ardua e valorosa impresa. Continuate a distribuire sogni, continuate a regalare emozioni, continuate a far innamorare, a lenire sofferenze, a fornire risposte, a ricordare quanto sia spettacolare la vita». Ritiro la mano, se pur con riluttanza. Se pur con sofferenza. «No! No, ti prego, non andare! Non lasciarci!». Mi supplicano in coro. Chiudo gli occhi e ricaccio le lacrime indietro. «Tornerò» riesco a dire. «Tornerò ancora. Ve lo prometto. Tornerò sempre». Mi allontano in fretta, con la testa bassa e le labbra serrate, così da non avere ripensamenti. Sono stata debole, e una volta salita in macchina mi sono rimproverata per questo; eppure lo rifarei. Non ho mentito a quei libri. Io tornerò. Tornerò sempre perché la mia strada porta lì, perché la lettura è il polo opposto della mia calamita, perché se ho compreso quanto sia bello vivere — anche in mezzo alle tempeste più violente — è stato grazie ai libri, perché se sono "guarita" dai miei malumori permanenti e dai miei periodi difficili è stato grazie ai libri, perché se credo nella fantasia, nella sua concretezza, e nel potere dell'immaginazione umana è stato grazie ai libri. Perché non c'è cosa più straordinaria e unica e incomparabile. Perché un libro è un mondo. Un mondo che può diventare tuo. Un mondo che può distruggere persino la morte. Un libro è un viaggio. E non date retta a quanti vogliono farvi credere che nessuno più è disposto a salire a bordo di questo magico "treno". Siamo in tanti. A milioni. E anche noi, proprio come i nostri fedeli e inseparabili libri, non ci stancheremo mai di raccontare... 


4 commenti:

Giornalista Chiacchierona ha detto...

Hai scritto un post magnifico.
E' un processo magico, quello che hai narrato, che viviamo un po' tutti e il cui finale non è sempre così...
Io sono compulsiva quanto te, ed entro nelle librerie con la quasi rassegnazione che comprerò qualcosa di troppo, a cui avrei potuto rinunciare, ma che non riesco a lasciare sullo scaffale.
Ultimamente non è stato un bel periodo, anche economicamente, quindi ho lasciato perdere... ma i libri mi chiamano sempre a gran voce :)

MemoriaRem ha detto...

Come non darti ragiona cara Anita!
Hai descritto alla perfezione una sensazione che ho sempre quando vado in libreria. E quel "Tornerò sempre" è la chiave vincente!:)
Un abbraccio

AnitaBook ha detto...

Ero certa che avreste inteso alla perfezione le sensazioni da me descritte. Anche in noi deve rimanere ardente l'amore per la lettura e il desiderio di coltivarlo per noi stessi e per gli altri. Il nostro è un dono potente. Anzi, potentissimo. :)

Amos Mettifogo ha detto...

*_________*
BELLISSIMO!!!