Buondì amici lettori, e buon venerdì. Anche questa settimana tanto terrore nel centro Italia, là dove la terra non smette di sobbalzare, intenta forse a rimetterci in riga come meglio le riesce. Anzi, nell'unico modo a lei possibile. La tragica realtà è che in questa sua dissennata protesta ci finiscono in mezzo vite e vite umane che non torneranno mai più indietro. Non in questo Tempo, almeno. È probabile che le mie considerazioni saranno fraintese, ma trovo ingiusto e del tutto irresponsabile starsene a guardare. Assistere al declino di un'umanità bella che disponeva dei mezzi e delle virtù per portare a compimento il miracolo dell'esistenza. Cos'è che ci mancava, ve lo siete mai chiesto? Quand'è che abbiamo cominciato a dimenticarci del cuore? Quand'è che abbiamo perso le parole per elevare la nostra perpetua gratitudine? Quand'è che abbiamo preferito le bussole alle stelle? Ah, non faccio che domandarmelo. Giorno e notte, senza tregua. Mi inganna quell'ego smisurato a cui ho permesso di abitarmi. Mi convince che non vi sia nient'altro da fare che restare esattamente dove sono. Quanto si sbaglia… Riesco ancora a percepire l'eco di una voce che intona il suo urlo di battaglia da quel muscolo cardiaco che è la vera e sola nostra origine. Così, mentre il dolore per chi giace ancora sepolto sotto la slavina franata sull'Hotel Rigopiano mi sopprimeva, ho sperato (e pregato) di ricevere una risposta. Una sarebbe andata bene, per rischiarare il buio che negli ultimi anni divora il nostro quotidiano e inferisce su un presente che lentamente muore. Non ho mai dubitato sulla fede che mi ha accompagnato fino a qui e, infatti, la risposta mi è stata recapitata. Ieri sera, a cena, mentre eravamo tutti riuniti a tavola. Con un film.
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venerdì 20 gennaio 2017
Rughe, arance e zombie. Ultime letture e un pensiero d'amore in mezzo al dolore.
giovedì 20 ottobre 2016
Voglia di leggere il mondo. Letture in corso e novità in libreria.
Buon pomeriggio amici booklovers e buon giovedì.
Sebbene più tardi troverete un nuovo video sul canale – condiviso poi anche qui – ho pensato di postarvi comunque due parole e qualche news.
Ho comprato. Sì, ancora. Però solo un acquisto è stato davvero un acquisto – nel senso che ho dovuto tirare fuori il portafoglio e pagare in contanti – perché gli altri due hanno beneficiato del buono di Fabio, che adesso è definitivamente consumato – ho pianto, credetemi, perché posso ufficialmente affermare di essere una donna rovinata, spacciata, morta. Però sono felice e beata lo stesso. E come non esserlo, dopotutto, quando si può tornare a casa con un bottino sostanzioso e convincente già solo per le sue copertine curate e persuasive? Impossibile.
Tuttavia queste new entries voglio mostrarvele in video, di seguito invece vi racconterò una specie di W,W,W Wednesday posticipato e un po’ più riassunto. Tanto per aggiornarvi.
Questa è una delle letture in corso d'opera. Ghermito per caso; anzi no, più per una controversa ma ineluttabile logica del destino. Ammaliata dall'arancio posterizzato e da quel glicine ultravioletto, il sorriso riparato tra le fessure delle labbra della giovane ragazza in copertina pare invitare a una smazzata di pagine veloce, una sfogliata e via, giusto per testarne il terreno verbale. E se per un verso questo rituale può essere considerato quasi mistico e spirituale, dall'altra è il peggior errore che si possa commettere ai danni del povero lettore malcapitato. La ragione è semplice e anche ovvia: non si riesce più a riporlo.
Però per questo titolo ne valgono tutti i 19,00€ spesi. La scrittura della Cline è cinetica, un movimento perpetuo di assonanze e dissonanze, perversioni linguistiche e aspri assiomi dell'emozione umana che si riversano dalla carta al cuore senza preferire vie traverse o tragitti più estenuanti. Accidenti se è divina! L'autrice ha solo 24 anni ma è la dimostrazione di come l'età non sia altro che una blanda questione di numeri progressivi utili a segnare lo scandire del tempo. Nulla di più profondo o determinante.
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