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mercoledì 15 settembre 2010

Paolo Pugni - La realtà filtrata



Grazie al blog, ho conosciuto persone splendide che si sono dimostrate sincere, inaspettatamente dolci e amichevoli. È il caso di Paolo Pugni.



"Mi chiamo Paolo Pugni. Sono nato nel 1960, a Milano. Sposato con Franca dal 1985, abbiamo tre figli. Attualmente sono amministratore delegato della società di consulenza che ho fondato nel 2004: Adwice srl. Ho molte passioni, più di quelle che probabilmente riesco a seguire. Riesco a tenere il passo. Come mi definiscono le persone che mi conoscono? Ho svolto una indagine per poter dare una risposta corretta e coerente. Direi che l'aggettivo più ripetuto è stato affidabile. Seguito a ruota da umile. Sono definizioni che mi lusingano. Credo nell'umiltà come base del successo, come fondamento per l'affidabilità. Per questo come titolo del mio sito ho scelto la forza delle soluzioni senza l'arroganza del solutore".


Così si presenta nella sua pagina ufficiale, allegandoci una foto sorridente, accanto a degli scaffali pieni di libri. Ma Paolo è molto di più. Un attento osservatore, un narratore realista che si diverte a spruzzare colore sulle pagine della vita, un intellettuale semplice e fedele a se stesso, amante delle bellezze insite nella quotidianità, nella normalità. Ho avuto il piacere e l'onore di leggere una sua raccolta di racconti, intitolata La Realtà Filtrata, che mi ha dato modo di allargare gli orizzonti, di rivalutare posizioni e di scoprire realtà piccole fuse a realtà più grandi, importanti ed essenziali in quei dettagli nascosti che vanno scovati, raccolti, interiorizzati. La Realtà Filtrata è una finestra spalancata sul palcoscenico dell'esistenza. Un teatro dove nulla è frutto di fantasticherie, ma, al contrario, dove le apparenze crollano, le maschere si disintegrano ed emerge il volto vero dell'uomo. Non servono lenti di ingrandimento speciali, non servono formule magiche, per vedere tutto ciò. Perché basterebbe spazzolarsi la polvere di dosso, pulire lo spesso strato di alienazione di cui, oggi, siamo ricoperti e ritornare a respirare. Prendere ampie boccate d'aria pulita e rigenerante. Le corde del cuore riprenderebbero a sorprendersi di fronte agli istanti della vita che custodiscono forme molteplici di ricchezze e rarità. La Realtà Filtrata è un monologo implicito, dell'autore, una dedica diretta, al lettore. Sembrano racconti separati da un punto e da un titolo diverso, ma così non è. C'è continuità, si scivola lungo i sentieri delle parole, che sono tortuosi, spesso risulta difficile proseguire, e ci si immerge nei significati lampanti, accecanti e rassicuranti come fari nella notte. Lo stile utilizzato è sostanzioso, gravido di immagini, visioni improvvise e descritte nel particolare, ma, a mio parere, non stanca. Anzi, non lascia scampo perché non trascura niente. Ti accompagna oltre il velo della staticità, delle forme date per certe e consolidate, degli ideali resi stantii e delle speranze anestetizzate. Ti conduce in un luogo che ti apparteneva ma che hai dimenticato, che hai ibernato per via delle convenzioni. Al centro del mondo, di quel mondo che brilla e prospera nei giardini del tuo cuore. Sicuramente ho preferito alcuni racconti rispetto ad altri, ma questo è un giudizio personale. Parlando obiettivamente, invece, porgo i miei complimenti a Paolo, per la struttura che ha dato al testo e per l'impronta personale. Segue, ora, una breve intervista.

Ciao Paolo, parliamo della tua raccolta di racconti intitolata "La Realtà Filtrata". Perché questo titolo?

Due ragioni: la prima perché volevo leggere la realtà al di là dell’apparenza, filtrarne cioè il succo, restituire la trama che c’è sotto la banalità o la tragicità delle cose che sembrano, che si vendono. Parlare del senso e non del fatto. E, la seconda, per una piccola civetteria: scrissi quei racconti negli e prendendo a spunto gli anni nei quali lavoravo in una società che produceva filtri....

Scrivere, per te, cosa rappresenta?

Condividere quello che sento, non perché ritenga di avere chissà quale talento, ma perché sono convinto di essere strumento. Un santo al quale sono affezionato suggerisce di essere busta: quando arriva una lettera è questa che si conserva, non la busta. Il messaggio è nello scritto non nel mezzo che te lo ha portato. E credo di avere ricevuto un dono per trasmettere questo messaggio, rimanendo busta. La letteratura, quando è intensa, dice al lettore molto più di quanto lo scrittore non volesse comunicare. E questo mistero credo che sia il dito di Dio. Capace di indicare ad ognuno cose diverse nelle medesime parole. Quello che cerco di fare è di applicare il dono ricevuto per restituirlo agli altri. E poi, scrivendo chiarisco me a me stesso. Che non è poco.

Credi che si possa ancora recuperare la tradizione, il valore e l'abitudine alla lettura?

Sicuramente, anche grazie alle nuove tecnologie, anche grazie al lavoro che tu Anita e altri come te stanno facendo per far capire la gioia della lettura. Perché leggere, su carta, iPad o dove vuoi, ti costringe a confrontarti con te stesso. E a fermarti dopo una frase per capire che cosa dice quello nella tua vita. Solo la lettura dà questo.


Cosa ha ispirato i tuoi racconti?

Per quanto possa essere una riposta banale: la vita. Osservare e ragionare sopra alle cose che accadono. E cercare di elevarle da fatto a icona, a messaggio. Rascolnicov non è solo un assassino, è la forza del nostro egoismo malato. Ismale è ciascuno di noi quando cerca l’infinto. Frodo siamo noi nella comprensione del valore del sacrificio, dell’amore estremo, e della fragilità. Come Harry Potter in un certo senso. La vita di ognuno di noi è intessuta di fatti e cose lette: da questo tesoro nuovo e antico tiriamo fuori le nostre ispirazioni.


Quanto di te ci hai messo?

Tutto. Non c’è racconto o romanzo ch’io abbia scritto che sia neutro. La persona che conosco meglio al mondo sono io, il che spiega bene quanto poco siamo realmente in grado di conoscerci. Ed è da qui che devo partire: mediando me con ciò che ho letto e ciò che vedo. Sono io il punto di osservazione, o se vuoi lo specchio attraverso il quale i personaggi riescono a parlare al mondo.


Autopubblicazione: vantaggi e svantaggi.

Una volta per placare la vanità di aspiranti scrittori c’erano le case editrici a pagamento: specchietti per le allodole che almeno, avendo una soglia di costo non irrilevante, calmieravano la foga editoriale. Oggi c’è il print on demand. Lo slogan di uno suona: se è scritto deve essere pubblicato. Ottima idea di marketing, pessima soluzione letteraria. Ammettendo dunque che ciò che pubblichi abbia una sua dignità, che arrogo alla mia raccolta di racconti, l’autopubblicazione è una sorta di palliativo, di cura casalinga per un dolore che non riesci a curare. Perché chiunque scrive per essere letto. Dunque queste soluzioni offrono agli autori almeno la possibilità di regalare ad amici e parenti non le vecchie fotocopie di un tempo, ma un testo dignitosamente curato, con una bella copertina. Chissà mai che poi venga fuori il colpo editoriale, che qualcuno lo noti e lo ripubblichi. Certo oggi l’e-book offre possibolità per tutti, ma se una volta era la distribuzione ad essere l’elemento penalizzante, oggi lo è la visibilità. Essere sul web non significa essere visto e conosciuto.


Quale è il messaggio che vorresti trasmettere attraverso i tuoi racconti?

Negli anni della mia giovinezza i Pooh cantavano “il cielo è blu dietro alle nuvole”. In un certo senso il messaggio è questo. Spero affermato con più profondità. C’è sempre una strada alla felicità, c’è sempre del bene in ogni cosa, c’è sempre dignità in una persona. Ecco quello che vorrei affermare. Invitare a superare la superficie, specie di se stessi, per andare in profondità, per superare la scorza e scendere nel cuore delle cose ed estrarne il bene che sempre c’è.



Uno slogan per invogliare i giovani a riscoprire l'amore della lettura.

La promessa di un libro: farti più ricco, anche in senso letterale!



Titolo: La Realtà Filtrata
Autore: Paolo Pugni
Edito da: La terrazza degli amici (Lulu.com)
Prezzo: 17,25€ (PDF – 3,50€)
Genere: Raccolta Autobiografica, Introspettiva, Narrativa Contemporanea
Pagine: 126 p.


Trama: Il mondo del lavoro come filtro per comprendere la realtà della nostra esistenza.




1 commento:

Gloutchov ha detto...

Urk... ma ti occupi anche di autori che si autoproducono? Eh..eh.. allora devo assolutamente farti incuriosire su qualche mio ebook!! :D